L’infiammazione cronica di basso grado: ovvero come l’eccesso di peso può danneggiare la nostra salute.

Che fatica mantenere la linea!

Appena ci rilassiamo un attimo i chili di troppo, in agguato, ci salutano dallo specchio con quelle non volute rotondità! E allora ricorriamo a sport aerobici per tentare di contenere il problema: corsa, calcetto con gli amici, una partita a padel o tennis. Così, tra il fiatone e un rovescio non molto ben piazzato, ecco che la milza urla, il fegato piange e i crampi dei muscoli intercostali ci fanno chiamare il time out.

Spazientiti, affaticati, con quel dolorino al gomito che ricompare sempre e con le nostre pance ancora rigonfie, ci dirigiamo a capo chino verso lo spogliatoio, tuttavia non abbastanza demoralizzati da rinunciare all’aperitivo settimanale. Anche se sappiamo bene che questo stile di vita, basato su scarso e saltuario movimento e una dieta squilibrata, è la causa dell’epidemia di chili in eccesso che affligge il nostro paese: ogni 10 persone, 3 adulti sono sovrappeso e 1 obeso (fonte: Passi, Epicentro Istituto Superiore di Sanità).

dottoressa mila bonomi

Più uno ingrassa, più diventa saggio

Charles Dickens

I rischi del peso eccessivo: l’infiammazione cronica di basso grado

Estetica a parte, l’eccesso di massa grassa (abbiamo parlato in questo articolo dell’importanza di analizzare il proprio peso), determina un’infiammazione leggera, ma cronica, che è alla base di molte e importanti malattie. Questa alterazione è chiamata infiammazione cronica di basso grado ed è una condizione mediata da numerose citochine pro-infiammatorie (sostanze che intervengono nel signalling intercellulare), da fattori esogeni come fumo e inquinamento e forse da stress; questa alterazione porta a erodere lentamente, ma inesorabilmente, il nostro DNA, le nostre cellule e le loro componenti causando malattie e invecchiamento precoce.

L’infiammazione cronica di basso grado non riduce tanto la nostra aspettativa di vita quanto l’aspettativa di salute in tarda età: il termine che meglio la rappresenta è inflammaging – così l’infiammazione contribuisce all’invecchiamento e l’invecchiamento incrementa le probabilità che i danni provocati dall’infiammazione si manifestino.

La bioimpedenziometria: l’alleato per valutare i rischi legati all’eccesso di massa grassa

Allora, scusa Dickens ma… pancia e saggezza non vanno di pari passo, anzi, scommetto che a tutti piacerebbe fermare ed invertire questo processo: ebbene, la chiave giusta per risolvere il problema è prima di tutto valutarlo in modo adeguato. Verificando la composizione corporea e le sue variazioni nel tempo con la bioimpedenziometria (BIA) è così possibile stimare in modo rapido la massa grassa, per ottenere un’analisi approfondita del nostro stato nutrizionale e calcolare il rischio per la salute che da questa deriva.

La BIA è infatti il metodo prediletto per valutare l’idratazione corporea e rapportarla allo stato nutrizionale attraverso stime attendibili e di facile interpretazione: possiamo così indagare, con accuratezza e precisione, che il nostro metabolismo non è lento come crediamo, che non c’è bisogno di integrare quell’oretta di sudore e lacrime a paddle con proteine in polvere e che le nostre ossa non sono poi così “grosse” (hai già letto il nostro articolo al riguardo?), ma piuttosto che la nostra massa grassa è in eccesso rispetto alla massa magra!

Va da sé che quelle rotondità che non svaniscono con la partitina del venerdì pomeriggio andrebbero affrontate in altro modo – ah, se Charles Dickens avesse saputo…!

bioimpedenziometria
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Bibliografia

Citazione originale di Charles Dickens: «More one fattens up, more one becomes wise. Belly and wisdom grow always together».

Per la sorveglianza Passi riguardo l’epidemiologia del sovrappeso e obesità in Italia: https://www.epicentro.iss.it/passi/dati/sovrappeso#dati.

Shephard, R. J., Bouchard, C. 1994. Principal Components of Fitness: Relationship to Physical Activity and Lifestyle. Canadian Journal of Applied Physiology; 19 (2): 200-214, https://doi.org/10.1139/h94-015

Åkesson, A., Larsson, S. C., Discacciati, A., Wolk, A. 2014. Low-Risk Diet and Lifestyle Habits in the Primary Prevention of Myocardial Infarction in Men: a Population-Based Prospective Cohort Study. Journal of the American College of Cardiology; volume 64, issue 13, DOI: 10.1016/j.jacc.2014.06.1190.

Franceschi, C., Campisi, J. 2014. Chronic Inflammation (inflammaging) and Its Potential Contribution to Age-Associated Diseases. The Journal of Gerontology: Series A, volume 69, issue suppl.1, pages S4-S9, https://doi.org/10.1093/gerona/glu057.

Mathur, N., Pedersen, B. K. 2008. Exercise as a Mean to Control Low-Grade Systemic Inflammation. Mediators of Inflammation; volume 2008, article ID 109502, 6 pages, http://dx.doi.org/10.1155/2008/109502.

Baylis, D., Bartlett, D. B., Patel, H., Roberts, H. C. 2013. Understanding how we age: insights into inflammaging. Longevitu & Healthspan; 2:8, https://doi.org/10.1186/2046-2395-2-8.

Minciullo, P. L. et al. 2016. Inflammaging and Anti-Inflammaging: The Rose of Cyokines in Extreme Longevity. Archivium Immunologiae et Therapieae Experimentalis, volume 64, issue 2, pp 111-126.

Per la ricerca e pubblicazioni delle metodiche utilizzate in pratica ambulatoriale: http://www.akern.com/ricerca-e-pubblicazioni.html.

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