L’odore del limone

I segnali che ci aiutano a fiutare le malattie neurodegenerative

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Del mondo vegetale abbiamo riconosciuto come commestibili e selezionato nei secoli una serie di alimenti che oggi popolano il reparto frutta e verdura dei supermercati, dove vediamo pomi belli lucidi, banane della grandezza di un boomerang e ciliegie perfette: ma ci siamo mai chiesti come fanno i frutti a giungere a noi pronti per esser consumati?

Tutto sta nel coglierli nel momento perfetto, che l’occhio (e il naso) allenato lo sa, è diverso se i frutti sono climaterici o non climaterici.

dottoressa mila bonomi

frutti climaterici una volta tolti dalla pianta di origine continuano a maturare: sono frutti climaterici le mele, le albicocche, i loti e gli avocado.

frutti non climaterici, invece, una volta colti arrestano la propria maturazione: tra questi ci sono i frutti rossi, le ciliegie, i cetrioli e l’uva.

E che meraviglia di colori, sapori e odori, tutta questa varietà!

Anosmia selettiva: un segnale d’allarme da combattere con attività fisica e dieta equilibrata

Apprezzare la frutta ben matura “a narici spalancate”, però, non è per tutti: ci sono persone che nel tempo sviluppano difficoltà nel riconoscere gli odori dei frutti non climaterici come fragole, ananas e limoni: questa alterazione è nota come anosmia selettiva.

Questi disturbi olfattivi potrebbero a loro volta essere campanelli di allarme per patologie neurodegenerative come l’Alzheimer, ancora molti anni prima di sviluppare i sintomi classici della malattia, e ci consentono di adottare precocemente un piano terapeutico in grado di rallentarne l’evoluzione.

Fondamentali per prevenire il declino cognitivo restano poi attività fisica e dieta bilanciata.

Sappiamo infatti che l’esercizio fisico promuove la sintesi di nuovi neuroni: chi nel tempo non ha avuto modo di praticare un’adeguata attività fisica è più vulnerabile ai deficit cognitivi; in coloro che sono più allenati invece, l’insorgenza dei primi segnali di una demenza compaiono in media con 8 anni di ritardo rispetto ai più sedentari.

Possiamo poi contare su un menù a base di vegetali di stagione, prediligendo la varietà e la turnazione nel nostro piatto, come ci suggerisce il Piatto della Salute (lo hai letto il post al riguardo?), oltre a frutta secca e pesce.

Si tratta quindi non solo di preferire quegli alimenti che mostrano un buon contenuto in acidi grassi omega-3, ma anche e soprattutto di garantire un adeguato bilanciamento tra questo “grasso buono” e acidi grassi omega-6, pure essenziali ma pro-infiammatori: perfetta, a tal proposito, risulta la dieta mediterranea, che porta nei nostri piatti colori vivissimi (un po’ perché, diciamocelo, anche l’occhio vuole la sua parte, e lo abbiamo visto nel post riguardo la gastrofisica)!

contrastare-declino-cognitivo

Per concludere…

Non trascuriamo allora il potere di una prevenzione attenta e consapevole: sì a variazioni stagionali di legumi, cereali, frutta anche oleosa e verdura, sì a pesce fresco e latticini magri, sì a “ginnastica mentale” quotidiana e sì a lunghe passeggiate, magari in compagnia!

E se, durante una di queste camminate non riuscissimo più ad apprezzare il piacevolissimo, dolce, agrumato, pulito, acuto odore di un albero di limone carico dei suoi frutti maturi, beh, ormai abbiamo fiuto per certe cose: rivolgiamoci a uno specialista!

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Bibliografia

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