Che stress (ossidativo) questo invecchiamento!

Gli antiossidanti degli alimenti e il loro ruolo biologico

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Secondo me Dorian Gray faceva largo uso di antiossidanti.

Avete presente? Dorian è quel personaggio vittoriano partorito dall’immaginazione fervida del buon Oscar Wilde e caratterizzato dal fatto che non invecchia di un giorno – altro che quel pettegolezzo che aveva dato in pasto alla Buona Società! Ma sì, il fatto di aver siglato un patto col Diavolo che avrebbe fatto sfiorire al suo posto la bellezza di un ritratto che lo rappresentava giovane e affascinante. Poi, tramortito dalle brutture della sua esistenza e dai sensi di colpa, si toglie la vita.

dottoressa mila bonomi

Avrà mica scoperto che tutti quegli integratori di vitamina C non servono allo scopo? 
La faccio breve.

Il panorama della ricerca sull’invecchiamento è ricco di teorie, spesso con pochi dati a supporto: dall’instabilità genomica all’accorciamento dei telomeri, dalle modificazioni epigenetiche come metilazioni del DNA alle alterazioni del proteoma, dall’eccessivo stimolo anabolizzante conseguente a una dieta inadeguata alla progressiva perdita di funzionalità dei meccanismi antiossidanti e danno mitocondriale reiterato.

E alcune di queste, purtroppo, sono solo supposizioni. E neanche tanto solide.

I radicali liberi e lo stress ossidativo

Lo stress ossidativo è il “prezzo da pagare” per essere vivi: la produzione di radicali liberi avviene infatti in maniera continua ed è fondamentale comprendere che il nostro organismo si è dotato di una linea di difesa costituita da enzimi e composti non enzimatici fondamentali per preservare la vita cellulare dai danni di questi composti.

I radicali liberi (dell’ossigeno e dell’azoto) sono dei composti a carica elettrica complessivamente neutra, ma con un elettrone spaiato prodotti durante il normale metabolismo cellulare; essi reagiscono in modo veloce con le molecole che li circondano ed è per questo che il nostro corpo si avvale di un sistema in grado di disinnescare lo stress ossidativo.

Nel corso della vita potrebbero però verificarsi situazioni in cui si hanno aumentati livelli di produzione di radicali liberi, come in caso di infiammazioni, esposizione a raggi solari, inquinamento, fumo, alcool, sedentarietà, attività fisica strenua, diete sbilanciate ipercaloriche, ipoproteiche e carenti di micronutrienti, per cui i nostri meccanismi antiossidanti potrebbero non bastare.

Prendiamo gli antiossidanti, per esempio. Tutti noi abbiamo almeno una volta nella vita sentito parlare del fatto che gli antiossidanti ci preservano dai terribili radicali liberi.

In realtà i nostri sistemi di difesa (superossido dismutasi, catalasi, glutatione perossidasi e acido urico, glutatione, ubichinolo) sono davvero efficaci contro la produzione questi radicali ma negli ultimi cinquant’anni si è fatta strada l’idea di doverli “aiutare” somministrando tutta una serie di sostanze, gli antiossidanti degli alimenti appunto, per via orale attraverso i cibi o come supplementi.

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La storia degli antiossidanti

Gli antiossidanti sono agenti in grado di rallentare l’ossidazione di altre molecole; si tratta di composti vitaminici o vitamino-simili di frutta e verdura: famosissimi antiossidanti sono la vitamina A (retinolo) e pro-vitamina A (beta-carotene), vitamina E (tocoferolo), vitamina C (ascorbato), bioflavonoidi, acido alfa-lipoico.

I dati in nostro possesso sono contraddittori sul rapporto tra invecchiamento e antiossidanti, e questo perché la teoria di base non è solida come parrebbe.

Nel 1945 Harman supponeva che un abbondante uso di antiossidanti alimentari avrebbe dovuto prevenire la formazione di radicali liberi (e rallentare il processo di invecchiamento e il montare delle patologie ad esso correlate), ma non vi sono prove concrete a sostegno di tale ipotesi. Gli antiossidanti sono senza dubbio funzionali agli organismi vegetali (frutta e verdura) per combattere i propri danni ossidativi, ma non è ancora del tutto chiaro che ruolo abbiano contro l’invecchiamento cellulare di chi se ne ciba.

Fu poi Pauling negli anni ’70 a ipotizzare che gli antiossidanti avessero una funzione anticancro (celebri furono i suoi studi sulla vitamina C), mentre nel 2013 arriva la smentita di Watson: no, per le malattie non trasmissibili la cui eziologia è verosimilmente intrecciata a uno stress ossidativo eccessivo come il tumore, non vi è né segno di miglioramento clinico né segno di remissione di malattia alla somministrazione di sostanze antiossidanti.

Se così la prima linea di difesa contro il danno da radicali è sicuramente endogena ed è rappresentata da enzimi e proteine complessate con metalli che ci assicurano una vigilanza continua e attenta, il secondo meccanismo di cui ci avvaliamo per combattere lo stress ossidativo è costituito da composti antiossidanti non proteici, capaci di “tamponare” i radicali liberi già formati e di rallentarne o fermarne le reazioni a catena. Ma non abbiamo ancora dati validi e certi in grado di giustificare lo smodato uso di antiossidanti a contributo di tali manifestazioni benefiche.

Una dieta ricca di antiossidanti, quindi, va bene fino a un certo punto ma non porta a miracolosi ringiovanimenti: è vero che frutta e verdura fresche sono essenziali per la nostra salute, ma non è del tutto corretto spacciarle per elisir di lunga vita, e non c’è mirtillo, melograno o cacao che reggano!

antiossidanti-alimenti

Gli antiossidanti degli alimenti e i conservanti

Compreso che gli antiossidanti assunti come integratori o tramite gli alimenti sono, alla luce delle attuali conoscenze, fin troppo sopravvalutati e che molti antiossidanti funzionano in vitro ma non in vivo, o in vivo funzionano troppo lentamente per cui non hanno un vero e proprio effetto, essi possono essere aggiunti agli alimenti come additivi per preservarli da contaminazioni microbiche, irrancidimento e per migliorarne l’aspetto e la consistenza o il sapore.

In realtà conservanti e antiossidanti, nel grande capitolo degli additivi alimentari, non sono sinonimi: i primi rallentano la contaminazione e proliferazioni di agenti microbici estranei, mentre i secondi prevengono l’irrancidimento.

Sorprenderà conoscere che esistono numerose sostanze che vengono impiegate come additivi alimentari: l’FDA (Food and Drug Administration) americana ha approvato l’uso di oltre 3000 molecole per tale scopo. In Europa, invece, l’EFSA (Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare) è invece più cauta nell’approvare additivi alimentari rispetto alla sua cugina americana.

buone abitudini alimentari

Quindi, per non sapere né leggere né scrivere, direi che il trucco è sempre lo stesso: non affidarsi a singoli alimenti, ma a abitudini alimentari che siano buone per la nostra salute; d’altronde la longevità delle popolazioni che consumano una Dieta Mediterranea rispetto a qualsiasi altro pattern alimentare è la prova schiacciante della sua validità!

Per vivere a lungo (e soprattutto vivere bene), tanto che Dorian Gray levati, la tattica giusta è allora limitare tutte quelle situazioni implicate nell’invecchiamento precoce e dedicarsi a uno stile di vita sano e attivo, abbandonando consuetudini errate come fumo, alcool, abbuffate, attività fisica nulla o, all’opposto, l’esposizione incontrollata a raggi solari e diete sbilanciate.

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Bibliografia

“Il ritratto di Dorian Gray” (The Picture of Dorian Gray) è un romanzo di Oscar Wilde, pubblicato nel 1890 e integrato nel 1891.

Ferrara, N., Corbi, G., et al. 2016. Teorie dell’invecchiamento. Società Italiana di Gerontologia e Geriatria, consultabile al link: https://web.archive.org/web/20161220175132/http:/www.sigg.it/public/doc/GIORNALEART/446.pdf.

Bjelakovic, G., et al. 2007. Mortality in randomized trials of antioxidant supplements for primary and secondary prevention: systematic review and meta-analysis. JAMA, vol. 297, pp. 842-857.

Opinione scientifica dell’EFSA riguardo l’attività anti-invecchiamento e antiossidante dei cibi o costituenti degli stessi consultabile al link: https://efsa.onlinelibrary.wiley.com/doi/epdf/10.2903/j.efsa.2010.1489.

Halliwell, B., Rafter, J., Jenner, A. 2005. Health promotion by flavonoids, tocopherols, tocotrienols, and other phenols: direct or indirect effects? Antioxidant or not? The American Journal of Clinical Nutrition, vol 81, issue 1, pages 268S-276S.

Genesi 5:27: “L’intera vita di Matusalemme fu di novecentosessantanove anni; poi morì.”

Bjelakovic, G. et al. 2012. Antioxidant supplements for prevention of mortality in healthy participants and patients with various diseases. Cochrane Systematic Review – Intervention, https://doi.or/10.1002/14651858.CD007176.pub2.

Lopez-Otìn, C., et al. 2013. The Hallarks of Aging. Cell, review, vol 153, issue 6, pages 1194-1217. https://doi.org/10-1016/j.cell.2013.05.039.

Le Gal, C. 2015. Antioxidants can increase melanoma metastasis in mice. Science Translational Medicine, vol 7, issue 308, pp. 308re8.

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