La dieta che mette tutti d’accordo: qual è se non è il veganesimo?

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Pronti per i buoni propositi di quest’anno nuovo?

Forse vi interesserà sapere che se siete alla ricerca di un piccolo aiuto per riacquisire la linea perduta durante le Feste (perché: sì, tra Natale e Capodanno si ingrassa di circa 500 g, come abbiamo visto in questo articolo) c’è anche chi ci consiglia la dieta perfetta. Chi se ne occupa? Un panel di esperti si riunisce ad intervalli regolari e stabilisce la dieta migliore per la nostra salute.

dottoressa mila bonomi

Confrontando 35 tra diete e regimi alimentari tra i più disparati, da verdetto emerso il 2 gennaio pare che la Dieta Mediterranea sia, ancora una volta, in testa. La facilità di esecuzione e i risvolti positivi per la fisiologia cardiovascolare e metabolica sono stati dirimenti per posizionarla in vetta alla classifica.

E la dieta vegetariana? Solo nona.

La dieta vegana, invece? Diciassettesima. Il cartellino rosso arriva per l’inequivocabile carenza di micronutrienti come la vitamina B12 (eventualmente anche ferro e vitamina D), mentre l’ammonizione per la sua non facilità di esecuzione, tanto che in una scala da 1 a 5 gli esperti gli hanno assegnato solo un punteggio di 1,6.

Come viene assegnato il punteggio a una dieta?

I criteri secondo cui gli esperti statunitensi sono chiamati a votare con un punteggio che va da 1 (minimo) a 5 (massimo) sono:

  • Facilità di esecuzione, quindi semplicità di organizzarsi di fronte a un nuovo regime alimentare, sazietà e gusto garantito dalla dieta.
  • Capacità di determinare dimagrimento nel breve (primi 12 mesi di piano alimentare) e nel lungo termine (2 anni o più).
  • Completezza nutrizionale, valutata in base ai criteri del governo federale statunitense del 2015.
  • Sicurezza in termini di errata nutrizione, soprattutto in caso di specifiche raccomandazioni nutrizionali e controindicazioni per determinate popolazioni a rischio o patologie concomitanti.

Eppure i numeri sono a favore di un regime alimentare vegetariano, vegano o plant-based: circa il 4% degli adulti americani (dati 2019), l’1-2% della popolazione adulta britannica (dati 2012) e il 7,6% degli adulti tedeschi (dati 2019) raccontano di ricorrere largamente a un tipo di alimentazione che privilegia gli alimenti di origine vegetale. E si tratta di un trend in costante aumento.

A tal proposito da oramai una serie di review, che sono quelle che tra gli studi scientifici hanno notevole “forza”, si legge come vi siano robuste evidenze del fatto che una dieta in prevalenza o totalmente vegetale sia efficace per il controllo del peso, il metabolismo energetico e l’infiammazione sistemica in coloro che non presentano patologie, così come per gli obesi e chi è affetto da diabete di tipo 2. Ma solo se si adottano le dovute accortezze per superare le carenze di cui sopra.

Il valore degli studi scientifici

La letteratura scientifica non è democratica: uno studio non è uguale a un altro, ma vi sono livelli di evidenza in cui la forza delle raccomandazioni cliniche o dei dati osservazionali è diversa a seconda del lavoro di partenza. E questo è inevitabile dal momento che l’informazione biomedica è così complessa che è indispensabile ricercare una linea guida comune che trascenda le raccomandazioni del singolo, o l’esperienza personale, anche di luminari del settore.

Ciò che mette ordine nel mare di studi scientifici è la revisione sistematica, ovvero un modo di rileggere gli studi clinici meglio elaborati e dai risultati che siano frutto non dell’errore statistico ma di prove concrete di causa-effetto, e le meta-analisi.

Da qui nascono le linee guida, raccomandazioni di comportamento clinico prodotte attraverso un processo sistematico, coerenti con le conoscenze sul rapporto costo/beneficio degli interventi sanitari.

ebm

La figura rappresenta alla sommità le pubblicazioni scientifiche avvalorate da evidenze significative, in basso, invece, le ricerche di minore importanza clinica ma fondamentali per porre le basi su cui poggia la medicina basata sulle prove di efficacia (Evidence-Based Medicine, EBM), ovvero “il processo della ricerca, della valutazione e dell’uso sistematici dei risultati della ricerca contemporanea come base per le decisioni cliniche” (Sackett, D. L. 1996; Timmermans, S. 2005).

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In realtà, come sempre, quello che fa davvero la differenza in termini di impatto positivo sul benessere è non il singolo ingrediente, ma l’immensa complessità dei meccanismi dieta-correlati per la salute metabolica.

Ne deriva che non è opportuno associare i benefici relativi al nostro stato di salute a una dieta che fornisce (o priva) di alcuni (e solo alcuni) cibi specifici. È piuttosto l’azione sinergica degli effetti che gli alimenti hanno tra loro, tra loro e il nostro organismo, tra loro e il microbioma intestinale che ospitiamo, tra il microbioma e il nostro organismo a determinare il reale miglioramento del nostro stile di vita.

È per questo motivo che, escluse motivazioni etico-religiose, va bene, anzi va meglio la Dieta Mediterranea. Tutto chiaro? Bene, perché magari ci faremo un pensierino: migliorare il nostro stile di vita potrebbe essere un buon proposito per questo inizio di nuovo decennio, forse anche avendo cura di scegliere di dimagrire mangiando senza ridursi a digiuni interminabili.

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gianluca merola e mila bonomi

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Per verificare che metodologia viene applicata per stabilire la dieta migliore per la nostra salute a cura di U.S. News & World Report L.P. ©: https://health.usnews.com/wellness/food/articles/how-us-news-ranks-best-diets.

Approfondimento a cura di U.S. News & World Report L.P. © per la Dieta Mediterranea: https://health.usnews.com/best-diet/mediterranean-diet.

Approfondimento a cura di U.S. News & World Report L.P. © per la Dieta Vegana: https://health.usnews.com/best-diet/vegan-diet.

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GOV.UK. National Diet and Nutrition Survey: headline results from years 1, 2 and 3 (combined) of the rolling programme 2008/09-2010/11; https://www.gov.uk/government/statistics/national-diet-and-nutrition-survey-headline-results-from-years-1-2-and-3-combined-of-the-rolling-programme-200809-201011.

Anzahl der Personen in Deutschland, die sich selbst als Vegetarier einordnen oder als Leute, die weitgehend auf Fleisch verzichten*, von 2014 bis 2019 (in Millionen); https://de.statista.com/statistik/daten/studie/173636/umfrage/lebenseinstellung-anzahl-vegetarier/.

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