Fascite plantare: cos’è e come curarla

Tutto quello che c’è da sapere sulla patologia che colpisce 1 persona su 10

La fascite plantare è una delle cause più comuni di tallodinia, ovvero di dolore al tallone, con conseguente limitazione delle attività e riduzione della qualità della vita. È il risultato di un’irritazione cronica e degenerativa della fascia plantare.

È una patologia che può condurre a una condizione molto invalidante ed è piuttosto frequente: si stima che 1 persona su 10 svilupperà la fascite plantare nell’arco della propria vita. Il picco tipico d’incidenza è stato ristretto tra i 40 e i 60 anni e la categoria più colpita è quella dei runner. In un terzo dei casi può essere bilaterale. 1, 2

dottor adriano santospagnuolo

La fascia plantare, ovvero il legamento colpito dalla patologia

La fascia plantare, o aponeurosi plantare, è una stretta banda di tessuto connettivo che si trova subito sotto il piano sottocutaneo. La fascia è costituita da 3 segmenti originanti dal processo mediale della tuberosità calcaneare del tallone e dalle strutture perifasciali circostanti, alcune fibre possono essere in continuità con il tendine d’Achille; la fascia si estende lungo l’arco longitudinale mediale, fino ad aprirsi a ventaglio, inserendosi sulla base di ciascuna falange prossimale delle dita dei piedi in prossimità delle articolazioni metatarsofalangee.

Nello specifico la fascia plantare è un legamento perché provvede a collegare il calcagno alle teste metatarsali, a differenza di un tendine che collega invece un muscolo all’osso. Se consideriamo però che la fascite plantare nasce a livello dell’inserzione prossimale della fascia sul processo mediale della tuberosità calcaneare, essa si identifica come tendinopatia inserzionale o entesopatia.

Fascite-plantare

La fascia plantare gioca un ruolo importante nella normale biomeccanica del piede, tramite un effetto denominato “windlass” (in italiano “argano”): nella fase di appoggio la fascia plantare si allunga e accumula energia che, nel momento di contrazione passiva della fascia, verrà convertita in energia cinetica favorendo la propulsione in avanti. Così, oltre al supporto statico e dinamico della volta plantare provvede anche all’assorbimento degli urti. 3, 4

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Eziologia: le cause principali all’origine della fascite plantare

Nonostante il suffisso “ite” suggerisca la natura infiammatoria della patologia, l’analisi istologica della fascia plantare mostra segni di degenerazione e necrosi delle fibre collagene, metaplasia condroide, calcificazioni della matrice e iperplasia angiofibroblastica, piuttosto che infiltrati infiammatori. Per questo motivo sarebbe forse più corretto utilizzare il termine “fasciosi plantare”, ma nella pratica comune e nella letteratura corrente è ormai stato adottato il termine “fascite plantare”. 5, 6

L’eziologia della fascite plantare è probabilmente multifattoriale. Entrano in gioco numerosi fattori di rischio, sia intrinseci che estrinseci.

Fattori intrinseci

  • Età avanzata, in cui avviene la degenerazione delle fibre collagene.
  • Fattori anatomici (inclusi il piede piatto o cavo, l’obesità, la brevità e la rigidità del tendine d’Achille, varismo del ginocchio e fattori biomeccanici, come la limitata dorsiflessione delle caviglie).
  • Debolezza della muscolatura intrinseca del piede e dei muscoli flessori plantari.
  • Accorciamento e contrattura dei muscoli gastrocnemio, con un aumento di tensione della fascia.
  • Bassi livelli estrogenici nelle atlete.

Fattori estrinseci

  • Sedentarietà.
  • Uso di calzature inappropriate (ad esempio troppo basse e rigide o logore).
  • Errori nell’allenamento.
  • Scarsa idratazione.

Si ipotizza che il sovraccarico continuo durante la corsa come la prolungata stazione ortostatica produca microtraumi ripetitivi e l’impossibilità di instaurarsi dei normali processi di riparazione, che conducono al cambiamento strutturale della fascia plantare ed all’edema perifasciale. Ne deriva un aumento di spessore della fascia plantare e una successiva perdita di elasticità, che esita nella ridotta capacità di ammortizzare gli urti e quindi nella genesi del dolore associato alla fascite plantare. 7

In oltre il 50% dei pazienti con fascite plantare è stata riscontrata la presenza di una spina calcaneare, o entesofita calcaneare, che al contrario di quanto si possa pensare non è quasi mai la vera causa né dell’infiammazione né del dolore, ma soltanto la “fotografia” di un processo degenerativo cronico caratterizzato dalla tipica metaplasia calcifica inserzionale, visibile con le tecniche di imaging. La sua presenza è stata infatti riscontrata in molti individui asintomatici. 8

dolore fascite plantare

Diagnosi: la valutazione con ecografia e RMN

La diagnosi può essere eseguita con ragionevole certezza sulla base della sola valutazione clinica ma è bene analizzare la regione tramite imaging: l’ecografia, più che la classica RX, consente di studiare la morfostruttura della fascia, valutarla nel follow-up e aiutare nella diagnosi differenziale in modo completo ed economico. La RMN, dato che si tratta di un esame diagnostico non economico, è indicata nei pazienti con dolore atipico recalcitrante del tallone e che non rispondono alla terapia, come nei casi di edema osseo calcaneare. 9

Durante l’esame obiettivo il dolore può essere evocato alla digitopressione plantare del tubercolo calcaneare mediale o della porzione intermedia della fascia plantare, la più spessa e rigida, oppure alla dorsiflessione sia dei piedi che delle sole dita. È bene saggiare la fascia lungo tutto il suo decorso per valutarne la retrazione o la presenza di dolore, magari associata a tumefazioni palpabili come nella fibromatosi plantare (m. di Ledderhose) o a una patologia dell’avampiede. È inoltre importante considerare nella diagnosi differenziale un’eventuale neuropatia di Baxter (con interessamento della prima branca del nervo plantare laterale) o un problema d’origine lombosacrale. 10

Come curare la fascite plantare: tutte le terapie

Il percorso terapeutico prevede innanzitutto la sospensione delle attività responsabili e riposo, al fine di scaricare completamente il piede dolente, poi la crioterapia ed eventualmente FANS per via orale o topica.

Di grande aiuto è l’uso di plantari su misura, previo esame baropodometrico e valutazione dell’appoggio plantare da parte dello specialista prescrittore. È fondamentale educare i pazienti sul corretto allungamento della fascia plantare. Hanno mostrato evidenza scientifica anche il massaggio dell’arco plantare così come la perdita del peso in eccesso. Tra le diverse terapie fisiche che possono essere utilizzate nella pratica clinica comune, quella con onde d’urto focalizzate è sicuramente la più studiata ed efficiente. È stato ampiamente dimostrato dalla letteratura che le onde d’urto focalizzate riducono il dolore e aumentano la funzionalità nei pazienti con fascite plantare. 11

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Dove ti fa male?

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  1. Tahririan MA, Motififard M, Tahmasebi MN, Siavashi B. Plantar fasciitis. J Res Med Sci. 2012;17(8):799‐804.
  2. Monteagudo M, de Albornoz PM, Gutierrez B, Tabuenca J, Álvarez I. Plantar fasciopathy: A current concepts review. EFORT Open Rev. 2018;3(8):485‐493. Published 2018 Aug 29. doi:10.1302/2058-5241.3.170080
  3. Hicks JH. The mechanics of the foot, II: the plantar aponeurosis and the arch. J Anat. 1954;88:25–30
  4. Bolgla LA, Malone TR. Plantar fasciitis and the windlass mechanism: a biomechanical link to clinical practice. J Athl Train. 2004;39(1):77‐82.
  5. Benjamin M. The fascia of the limbs and back–a review. J Anat. 2009;214(1):1‐18. doi:10.1111/j.1469-7580.2008.01011.x
  6. Lemont H, Ammirati KM, Usen N. Plantar fasciitis: a degenerative process (fasciosis) without inflammation. J Am Podiatr Med Assoc. 2003;93(3):234–237.
  7. Schwartz EN, Su J. Plantar fasciitis: a concise review. Perm J. 2014;18(1):e105‐e107. doi:10.7812/TPP/13-113
  8. Ahmad, Jamal & Karim, Ammar & Daniel, Joseph. (2016). Relationship and Classification of Plantar Heel Spurs in Patients With Plantar Fasciitis. Foot & Ankle International. 37. 10.1177/1071100716649925.
  9. Draghi F, Gitto S, Bortolotto C, Draghi AG, Ori Belometti G. Imaging of plantar fascia disorders: findings on plain radiography, ultrasound and magnetic resonance imaging. Insights Imaging. 2017;8(1):69‐78. doi:10.1007/s13244-016-0533-2
  10. Allam AE, Chang KV. Plantar Heel Pain. [Updated 2020 Feb 6]. In: StatPearls [Internet]. Treasure Island (FL): StatPearls Publishing; 2020 Jan-. 
  11. Martinelli N, Bonifacini C, Romeo G. Current therapeutic approaches for plantar fasciitis. Orthop Res Rev. 2014;6:33-40
    https://doi.org/10.2147/ORR.S43126