Tutto quello che avreste voluto sapere sulla Dieta chetogenica

(ma non avete mai osato chiedere)

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C’è qualcosa di davvero rassicurante in una dieta privativa. Perché se “funziona”, se dopo tanti sacrifici riusciamo a perdere quei chili fastidiosi, possiamo finalmente unirci agli ultras che a gran voce inneggiano al maccherone maledetto: «I carboidrati fanno ingrassare». Potremmo dire anche noi, «da quando abbiamo tolto pane, pizza e pasta abbiamo perso 3 chili»!

dottoressa mila bonomi

Se le abbiamo sentite e provate tutte, una dieta privativa “qualsiasi” potrebbe però non bastare. Ce ne vuole una popolare, che richieda una certa coscienza e competenza da parte del professionista che la prescrive, che preveda pasti sostitutivi e anche un bel po’ di integratori da prendere.

Ecco qui la nostra prescelta: la Dieta chetogenica. Come le sue cugine low-carb più datate prevede una drastica riduzione dell’apporto di cibi ricchi in carboidrati a favore di una netta rimonta non tanto delle proteine, quanto dei lipidi.

Dieta mediterranea Dieta Zona Dieta chetogenica
Carboidrati 45-60% 40% 5-10%
Lipidi 20-35% 30% 70-80%
Proteine 10-20% 30% 10-20%

Distribuzione dei macronutrienti in 3 regimi alimentari tipo. La Dieta mediterranea è il riferimento per una corretta alimentazione sostenibile nel medio e lungo termine. La Dieta Zona rappresenta un regime alimentare popolare e tuttora prescritto, anche se include un’elevatissima percentuale di “fallimenti” (a 5 anni dal temine della dieta il paziente pesa come prima e più di prima). Nella tabella sono indicati i valori percentuali relativi dei 3 principali macronutrienti.

Ironia a parte, la cosa più importante è capire se “funziona”, perché è poi di questo che ci interessa. E allora cominciamo dal principio.

Cos’è nel dettaglio la Dieta chetogenica e come funziona

La Dieta chetogenica pone il proprio razionale biochimico sul fatto che, a seguito di una drastica riduzione dei carboidrati come carburante della macchina cellulare, si “forza” il metabolismo nell’usare altre molecole per ottenere l’energia necessaria. Quali molecole? I corpi chetonici prodotti a partire dalle nostre riserve adipose. Il tutto si avvia solo se i carboidrati assunti con gli alimenti sono davvero pochi, e solo se questo “clima” chetogenico si protrae per qualche giorno: ecco perché, al fine della riuscita di una dieta chetogenica classica, sono fondamentali i pasti sostitutivi ma anche gli integratori alimentari.

Man mano che la chetosi si avvia e assesta, i tipici disturbi da carenza di glucosio (per cui serve una volontà di ferro per “sopravvivere”, tra forte irritabilità e spossatezza cronica) iniziano ad affievolirsi e tutto riprende a scorrere come se nulla fosse. Tutto… tranne l’alito, che potrebbe assumere un tipico odore sgradevole di acetone (chi segue una dieta chetogenica è facilmente riconoscibile dalla perenne mentina in bocca); e la convivialità, che ne risente di molto dato che anche un gelato ogni tanto o un aperitivo e una pizza con gli amici saranno banditi.

Dieta chetogenica

Caratteristiche principali della Dieta chetogenica: pro e contro.

  • Determina un aumentato senso di sazietà dovuto alla relativa abbondanza di proteine e lipidi assunti con la dieta.
  • È stata studiata come coadivante al trattamento farmacologico o in caso di inefficacia dello stesso in caso di epilessia.
  • Comporta un dimagrimento se l’apporto calorico è debitamente modulato (senza differenze significative con una dieta a basso tenore di grassi).
  • La privazione di carboidrati può determinare un senso di spossatezza, irritabilità e confusione iniziale che potrebbe non essere facilmente gestito dal paziente.
  • In commercio è possibile reperire chetoni esogeni, che promettono di mimare gl effetti di una dieta chetogenica.
  • Spesso si registrano alterazioni dell’alvo a tendenza stitica a causa della riduzione consistente dell’apporto di fibre.
  • Potrebbe comportare delle modificazioni nell’assetto lipidico con un incremento dei livelli di colesterolo HDL e LDL, e una riduzione di trigliceridi.
  • Molti pazienti riferiscono una diminuzione della “voglia di mangiare”, anche a seguito della diminuzione della componente edonica: molti alimenti palatabili saranno eliminati dalla settimana alimentare.
  • Potrebbe verificarsi un’alterazione della tolleranza al glucosio, soprattutto il pazienti con storia familiare di diabete o forme lievi di diabete di tipo 2.

Ma quindi la Dieta chetogenica funziona davvero?

Un disvalore della dieta chetogenica è rappresentato dal fatto che questo regime alimentare è “a tempo determinato” e che non ci reinsegna a mangiare: una volta terminato il percorso, si spera ottenendo i risultati auspicati, se non si è parallelamente portato avanti un processo di educazione alimentare tale da abbandonare le cattive abitudini che hanno determinato un aumento di peso, ci ritroveremo allo stesso punto di partenza, con nuovi chili in eccesso da smaltire e probabilmente una minore quantità di massa muscolare a supporto del nostro metabolismo basale. In un circolo vizioso che lede la nostra salute e la nostra forza di volontà.

Non solo: il regime chetogenico è molto limitante e necessita di un controllo continuo. È sempre opportuno farsi seguire da un professionista con bagaglio esperienziale adeguato, che si prenda carico delle necessità del paziente in tutte le fasi del processo e che lo supporti anche al momento della reintroduzione, lenta e non priva di ostacoli, di alimenti “pericolosi” (i carboidrati, per l’appunto), ritornando a una alimentazione più varia e bilanciata.

Ancora una volta, allora, rinunciamo al fai-da-te e occupiamoci della nostra salute al meglio. Affidiamoci a esperti che sapranno vagliare con criticità e in base alle nostre esigenze il regime alimentare più adatto al nostro stile di vita e quadro metabolico.

E ricordiamoci sempre: la dieta chetogenica “funziona” solo perché risponde a un principio fondamentale: si tratta di una dieta ipocalorica.

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Naude, Celeste E et al. “Low carbohydrate versus isoenergetic balanced diets for reducing weight and cardiovascular risk: a systematic review and meta-analysis.” PloS one vol. 9,7 e100652. 9 Jul. 2014.

Gardner CD, Trepanowski JF, Del Gobbo LC et al. Effect of Low-Fat vs Low-Carbohydrate Diet on 12-Month Weight Loss in Overweight Adults and the Association With Genotype Pattern or Insulin Secretion: The DIETFITS Randomized Clinical Trial. JAMA. 2018 Feb 20;319(7):667-679.