Sindrome dolorosa del grande trocantere: risolvila grazie alle onde d’urto!

La sindrome dolorosa del grande trocantere (GTPS), un tempo conosciuta “solo” come borsite trocanterica, include in realtà una serie di patologie dell’area trocanterica laterale dell’anca, in primis le tendinopatie del gluteo medio e minimo, la sopracitata borsite trocanterica, le borsiti subglutee e l’anca a scatto esterna.

dottor adriano santospagnuolo

Sintomi e diagnosi

Il sintomo clinico correlato è il dolore della regione laterale dell’anca esacerbato dalla pressione dell’area e dai movimenti, che può diventare cronico ed invalidante. La diagnosi si basa sulle caratteristiche cliniche della patologia, ma visto il ventaglio di potenziali patologie correlate alla GTPS la diagnostica per immagini è indispensabile per indirizzare il percorso terapeutico nel modo più specifico possibile: risonanza magnetica (per una visione d’insieme) ed ecografia muscoloscheletrica (più specifica) sono gli esami dirimenti.

È importante considerare nella diagnosi differenziale anche una radicolopatia a partenza lombosacrale, un conflitto femoroacetabolare e i trigger dei muscoli medio gluteo, piriforme e tensore della fascia lata, di frequente riscontro.

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L’area interessata dalla sindrome: il gran trocantere

Il grande trocantere è la prominenza ossea del femore in cui si attaccano i tendini di cinque muscoli: lateralmente il gluteo medio e il gluteo minimo e a livello mediale il piriforme, l’otturatore esterno e l’otturatore interno. Nell’area sono inoltre le borse subglutee media e minima (sotto i rispettivi tendini) oltre alla famigerata borsa trocanterica, posta tra tendine del gluteo medio, grande gluteo e bandelletta ileotibiale. 

Quali sono le cause della patologia?

La GTPS colpisce fra il 10% e il 25% della popolazione, con una maggiore prevalenza nelle donne di mezza età. Le cause dell’insorgenza della sindrome possono essere traumatiche dirette (è frequentissima nei giovani portieri) o dovute ad alterazioni biomeccaniche che comportano un sovraccarico dell’area: l’insufficienza della muscolatura glutea è la principale causa a monte del problema.  

Le terapie più efficaci per eliminare il dolore

La terapia d’approccio alla GPTS prevede riposo, crioterapia e – se necessario – un ciclo di terapia con FANS, seguito da un ciclo di fisioterapia focalizzato sullo stretching, sulla flessibilità, sul rinforzo dei muscoli stabilizzatori di bacino e sulla postura, accompagnato dalle terapie fisiche.

Nei casi refrattari, in caso di interessamento delle borse, è indicata l’infiltrazione ecoguidata con corticosteroidi, possibilmente da evitare a carico dei tendini. Un recente studio multicentrico ha evidenziato come la terapia con onde d’urto focalizzate, associata a un programma di esercizi specifici, sia efficace nell’86% dei pazienti già a 2 mesi dal trattamento e che il beneficio si mantenga nei 6 mesi a seguire.

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Prenota la tua terapia con onde d’urto focalizzate

Presso il centro Top Physio Balduina della Casa di Cura Villa Stuart di Roma è possibile sottoporsi alla terapia con onde d’urto focalizzate con ecoguida integrata, che permette di guidare in tempo reale l’operatore con precisione assoluta sull’area da trattare grazie alle immagini ecografiche. In questo modo sarà possibile focalizzare il trattamento esattamente sulla reale origine del dolore.

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