La riabilitazione dopo l’artroscopia d’anca: tutti gli step

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Dopo aver subito un’operazione di artroscopia d’anca la riabilitazione è fondamentale. Il percorso ideale si suddivide in 4 fasi che portano i tempi di recupero tra le 10 e le 12 settimane. Vediamole nel dettaglio.

La riabilitazione dopo l’artroscopia d’anca

La riabilitazione post-artroscopia d’anca: un percorso in 4 fasi

Nonostante dal punto di vista chirurgico la ricerca abbia ampliato i punti di vista e migliorato la tecnica e la selezione del paziente, nell’ambito riabilitativo non c’è ancora stato lo stesso progresso. La complessità dell’approccio riabilitativo è dovuta senza dubbio al tipo di intervento chirurgico: osteoplastica (femore ed acetabolo), riparazione o sutura del labbro acetabolare, microperforazioni cartilaginee, release dello psoas.

Indipendentemente dalla complessità dell’intervento le fasi riabilitative sono principalmente 4, a partire dalla prima giornata post-operatoria fino al ritorno all’attività fisica pre-chirurgica, con variazioni a seconda del tipo di intervento.

Fase

(1°-4°/6° SETTIMANA)

La 1° fase post-chirurgica d’anca può essere definita in assoluto come la fase più delicata e importante di tutto il processo della riabilitazione. Questa inizia subito dopo l’intervento chirurgico e i tempi si protraggono per le prime 4-6 settimane circa.

In questa fase si hanno degli obiettivi specifici:

  • Recupero del ROM articolare tramite caute mobilizzazioni da parte dell’operatore nel rispetto delle restrizioni dettate dalla patologia e dal tipo di chirurgia (si può iniziare già l’uso della cyclette senza resistenza e a sellino alto sin dai primi giorni)
  • Protezione dei tessuti in via di riparazione tramite fisioterapia con massaggi drenanti, tecarterapia atermica per ridurre l’ematoma e magnetoterapia per stimolare i tessuti
  • Riduzione del dolore e dell’infiammazione propria del post-intervento tramite correnti antalgiche e laserterapia
  • Prevenzione all’inibizione muscolare: posture antalgiche e restrizioni al carico comportano delle importanti retrazioni muscolari a livello dei muscoli adduttori e flessori dell’anca, nonché una perdita del trofismo muscolare di glutei e quadricipite: sarà dunque fondamentale iniziare un lavoro isometrico e parzialmente propriocettivo per stimolare la loro funzione neuromuscolare

Il passaggio alla fase successiva può avvenire quando il dolore sarà ridotto drasticamente nelle attività di deambulazione e durante gli esercizi svolti e si sarà raggiunto il 75% di articolarità rispetto al controlaterale e lo schema del passo sia eseguito senza zoppia.

Fase

(4°/6°-6°/8° SETTIMANA)

La 2° fase, l’intermedia, va dalle 4-6 settimane alle 6-8 settimane e prevede un’autonomia del paziente più alta, anche nell’esecuzione degli esercizi, e un lavoro riabilitativo selettivo di recupero muscolare. Si proseguirà con la protezione dei tessuti in via di riparazione, con il recupero completo articolare anche con esercizi attivi. Si continuerà con l’uso della cyclette a resistenze progressive, tapis roulant per lo schema del passo, glydex (o ellittica, che consente di lavorare sulla dinamicità del movimento senza il carico del peso che si trasmette all’anca, tipico del T.R.) per la fluidità e incremento degli esercizi propriocettivi.

Così si procede a un incremento progressivo della forza muscolare, anche con lavori isotonici sotto soglia ed esercizi a catena cinetica chiusa, sempre con l’attenzione a non sovraccaricare l’arto operato con stretching forzato, utilizzo del T.R. a velocità sostenuta e per tempi prolungati.

Occorre inoltre modulare gli esercizi e le attività al fine di non infiammare l’articolazione e i muscoli flessori dell’anca (in particolare lo psoas).

Per passare alla fase successiva è importante che vengano raggiunti gli obiettivi di pieno recupero articolare su tutti gli assi, corretto schema del passo e che la forza sia tra il 60% e il 70% per i vari gruppi muscolari interessati, sempre rispetto al controlaterale.

Un altro mezzo fondamentale per la fase immediata ed intermedia è l’idrokinesiterapia, con la quale il paziente può recuperare in modo attivo i movimenti, lavorare sulla riattivazione muscolare, sul corretto schema del passo e sulle retrazioni muscolari, il tutto in completa protezione e in assenza di carico, per poi passare all’attività di palestra.

Fase

(6°/8°-12° SETTIMANA)

La 3° fase, ovvero la fase avanzata, comprende dalla 6°- 8° settimana fino alla 12°. Qui il lavoro è pienamente attivo: si potrà aumentare il recupero della forza e della resistenza muscolare con l’incremento degli esercizi (sia con catena cinetica aperta sia chiusa) e si andrà a recuperare la resistenza cardiovascolare, aumentando i carichi sia in cyclette che in ellittica.

Il lavoro propriocettivo in questa fase ha un ruolo cruciale, ovvero riattivare la capacità del corpo di reagire agli stimoli esterni aumentando la percezione dello spazio e la prontezza muscolare. A questo si integra il core stability, per rinforzare in modo globale il punto di congiunzione tra il tronco e gli arti inferiori, ovvero il bacino ed i muscoli delle anche.

Anche in questo momento della riabilitazione si deve fare attenzione a non forzare l’articolazione tramite stretching, prevenire sempre possibili infiammazioni sull’anca e i muscoli circostanti e infine evitare attività di contatto.

Per poter passare alla 4° fase della riabilitazione è necessario raggiungere un ulteriore incremento di forza pari all’80% circa del controlaterale e il livello di cardio fitness quasi pari a quello preoperatorio.

Fase

(12° SETTIMANA)

La 4° fase della riabilitazione post-artroscopia d’anca è la fase di allenamento specifico allo sport e ha inizio dalla 12° settimana con la preparazione atletica. A questo punto abbiamo il completo raggiungimento dell’articolarità e carico senza dolore: l’attività muscolare ha raggiunto elasticità e forza tale da poter gestire gli esercizi pliometrici e il rientro all’attività pre-intervento. La rieducazione funzionale è il cardine per il ritorno allo sport: l’esercizio svolto secondo le priorità e gli schemi della propria attività sportiva permette un rientro completo.

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Il protocollo proposto presenta indicazioni su come svolgere il recupero, ma è necessario studiare linee guida definite per essere più rigorosi nel passaggio di fase, a volte affrettato e non rispettoso dei tempi di recupero. I nostri specialisti studieranno a fondo il tuo caso per proporti la terapia migliore.

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