In questo articolo ti illustreremo le cause all’origine della contrattura muscolare, esplorando i sintomi, i tempi di recupero e i rimedi. Porremo, infatti, particolare attenzione a come curare una contrattura muscolare, andando dal semplice riposo alle terapie riabilitative più efficaci, come la massoterapia decontratturante.
Cos’è una contrattura muscolare
La contrattura si manifesta come un aumento involontario e persistente del tono (ipertonia) di uno o più muscoli. Si tratta di una delle problematiche meno gravi a livello muscolare in quanto non comporta lesione anatomica delle fibre. Nella contrattura alcune fibre muscolari non si ridistendono e rimangono in spasmo impedendo le normali funzionalità, con conseguente dolore alla palpazione o alla richiesta di movimento. Le contratture possono manifestarsi sugli arti inferiori, superiori e sulla schiena.
Contrattura muscolare: sintomi
I principali sintomi che caratterizzano una contrattura sono sicuramente il dolore, la rigidità muscolare, e l’aumentato tono muscolare al tatto. Spesso il dolore (che si acutizza in alcuni punti) non è molto forte e consente il movimento. Nel caso si stesse svolgendo attività fisica, è però opportuno fermarsi per evitare il peggioramento delle condizioni ed eventuali lesioni di più grave entità.
Contrattura muscolare: le cause
La contrattura è sostanzialmente il modo attraverso il quale il muscolo si difende, se sollecitato in modo anomalo. Inoltre, rappresentano una forma di protezione per le articolazioni dolenti in quanto producono una limitazione del movimento. Sono diverse le cause che possono portare a uno sforzo eccessivo del tessuto muscolare – portato oltre le sue naturali possibilità – andando a generare una frattura.
Tra le cause principali delle contratture ricordiamo principalmente:
- Movimenti sbagliati e reiterati nel tempo
- Problemi articolari e muscolari successivi a fratture
- Mancanza di adeguata preparazione fisica sotto la guida di esperti prima di un allenamento intenso.
- Vizi posturali.
Contrattura muscolare: rimedi
Tra i principali rimedi per trattare una contrattura muscolare, oltre al riposo, rientra anche la massoterapia decontratturante.
La massoterapia decontratturante consiste in una pratica di massaggio che ha come obiettivo principale quello di andare a sciogliere, alleviare e distendere le contratture presenti nel nostro corpo. Le manovre svolte saranno quelle definite profonde: tipicamente sfregamento, frizione e impastamento. Tali manovre permettono al fisioterapista di poter agire in profondità sui tessuti e di essere incisivo sulla contrattura stessa.
È emerso negli anni come una buona parte delle contratture siano dovute a posture sbagliate (vizi posturali). Quindi, oltre alla massoterapia decontratturante, si deve ricorrere alla terapia posturale. Nei nostri centri è possibile usufruire di un servizio di grande successo che rappresenta una grandissima evoluzione della rieducazione posturale: il metodo Newton. Il metodo Newton, noto come riprogrammazione neuro muscolare osteopatica, è una tecnica riabilitativa osteopatica che si esegue in posizione eretta. È stata messa a punto dal team Top Physio e rappresenta un’ottima soluzione per trattare svariate patologie. Questo percorso deve sempre essere preceduto da una visita fisiatrica grazie alla quale il professionista può valutare le problematiche del paziente e, qualora fosse necessario, orientarlo verso il metodo Newton.
Per far sì che il massaggio manuale sia ancora più efficace spesso può essere associato a sedute di Tecar con manipolo capacitivo in ipertermia. L’ipertermia è una terapia fisica che, attraverso l’impiego di microonde, genera calore in modo controllato con notevoli effetti benefici sui tessuti sui quali è applicata. È indicata in particolare sui tessuti molli e la sua azione benefica si evidenzia fino a 6-7 cm di profondità. In sostanza, l’ipertermia fa sì che la zona soggetta a contrattura riceva più sangue tramite vasodilatazione, consentendo un recupero in tempi più rapidi. L’uso di questo macchinario però è controindicato nei pazienti oncologici, portatori di pacemaker, pazienti insensibili alla temperatura.
Massoterapia: benefici
Nel breve termine, il paziente avrà la sensazione che la zona interessata sia più distesa, con conseguente possibilità di dare al muscolo una maggior ROM (range of motion) o un arco di movimento più ampio. Subito dopo il massaggio vi sarà una fase di infiammazione transitoria dovuta alle manualità particolarmente potenti che caratterizzano questo trattamento, ma che spariranno nell’arco di 24-48 ore massimo.
Il beneficio a lungo termine è la notevole mobilità muscolare e articolare delle zone interessate unita a una maggior senso di distensione e rilassamento; ricordiamo inoltre che una semplice contrattura, magari nella zona delle spalle e della cervicale, può portare a tensioni molto forti che possono sfociare in emicranie, senso di nausea, epicondiliti e differenti patologie dell’arto superiore. Non a caso l’epicondilite, nota nel padel e nel tennis, il più delle volte è dovuta a una limitazione di movimento della spalla, data da contratture a livello scapolare e del dorso. A risentirne maggiormente, in questi casi, è la zona esterna del gomito che va in sovraccarico, scatenando il sintomo. Spesso, quindi, l’epicondilite non deriva da una lesione primaria al gomito ma da una debolezza dei muscoli delle spalle e/o dell’avambraccio. Solo dopo movimenti ripetuti e continuativi (sollecitazioni della racchetta) si determina il dolore nella parte esterna del gomito.
Intervenire su queste contratture, permettendone il rilascio, è anche un lavoro di prevenzione per infortuni molto più seri e più lunghi da riabilitare.
Possiamo quindi affermare che affidarsi a fisioterapisti competenti per intervenire manualmente sulle contratture è di fondamentale importanza. Ricordiamo che prima di iniziare qualsiasi percorso riabilitativo è necessaria la valutazione preliminare del fisiatra che valuterò il percorso più opportuno per il paziente. Per rimanere in forma, svolgere dei movimenti controllati e prevenire le contratture è anche possibile orientarsi su un percorso di medical fitness.
Controindicazioni
Il massaggio decontratturante si contraddistingue per una manualità molto intensa. Se ne sconsiglia la pratica, in presenza di vene varicose, stati febbrili in atto, problemi cardiaci, fratture non ancora saldate, gravidanza ai primi mesi, pazienti oncologici attivi e osteoporosi.
Quanto dura una contrattura
Nel caso di una contrattura non particolarmente grave il tempo di risoluzione è di circa una settimana, durante la quale dovrà essere sospesa l’attività fisica e dovrà essere praticato il riposo. In caso di contratture più serie i tempi di recupero potrebbero allungarsi. In questi casi, come abbiamo detto sinora, potrebbe essere necessario rivolgersi a un fisioterapista e svolgere un percorso riabilitativo che preveda, a seconda dei casi, massoterapia decontratturante, esercizi previsti dal metodo Newton e Tecarterapia.
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