Contrattura polpaccio
La contrattura del polpaccio è uno degli infortuni più frequenti tra gli sportivi e non. Per contrattura si intende una contrazione muscolare continua, involontaria e spesso dolorosa, di uno o più muscoli contemporaneamente, in questo caso specifico dei muscoli che formano il polpaccio. Questo, infatti, è costituito da tre diverse porzioni muscolari: il muscolo gastrocnemio, il soleo e il muscolo tibiale posteriore.
Ad una prima occhiata il polpaccio risulta molto rigido e privo di flessibilità. Ne deriva un dolore localizzato, più o meno acuto, che si esacerba durante i movimenti di contrazione attiva.
A differenza di altre lesioni muscolari (strappi o stiramenti), la contrattura del polpaccio non si associa ad un danno anatomico del tessuto muscolare ma solamente ad una limitazione funzionale. In questi casi, poi, non è raro che il paziente riferisca di percepire un indurimento della parte interessata, come “una nocciolina che non si scioglie”.
Cause della contrattura del polpaccio
Determinare con chiarezza quale sia la causa di questa condizione è fondamentale per poter intervenire in modo diretto ed efficace. Le motivazioni alla base di questa condizione possono essere varie. Possiamo schematicamente dividerle in:
- Meccaniche
- Metaboliche
Le cause meccaniche (o traumatiche) coincidono generalmente con uno sforzo fisico intenso, non supportato da un allenamento adeguato o dal giusto riscaldamento muscolare. I fattori che favoriscono l’insorgenza della contrattura del polpaccio per cause meccaniche sono la vita sedentaria, ma anche le basse temperature ambientali che possono favorire l’irrigidimento.
Con cause metaboliche si intendono gli squilibri proteico-energetici ed idro-elettrolitici di varia insorgenza. Più frequentemente, tuttavia, il tipo di lesione muscolare da causa metabolica è il crampo e non la contrattura. Nel caso specifico del polpaccio, la contrattura tende a manifestarsi di notte, a seguito di un eccessivo ed intenso impegno fisico associato ad un reintegro di elettroliti non ottimale (necessari alla corretta attività e recupero muscolare). Sarà lo specialista ad effettuare correttamente una diagnosi differenziale tra crampo e contrattura.
Contrattura polpaccio: Sintomi
La contrattura del polpaccio si manifesta con ipertonia (aumento improvviso del tono muscolare), mancanza di elasticità, limitazione dei movimenti e dolore di carattere crampiforme che a volte non impedisce di proseguire l’attività fisica. Questo, come è prevedibile, può aggravare il sovraccarico funzionale muscolare e impedire un corretto recupero.
I segni clinici sono facilmente evidenziabili con un’idonea valutazione palpatoria: il muscolo risulterà rigido ed inestensibile e, sollecitando la zona contratta, si andranno ad attivare i trigger point (punti particolari in cui il muscolo è molto sensibile a sovraccarichi e traumi), evocando una sensazione dolorosa nel paziente.
Come prevenire la contrattura al polpaccio
La prevenzione della contrattura muscolare è rappresentata dalla consapevolezza nell’allenamento, che non deve essere mai sproporzionato rispetto alla propria forma fisica e deve prevedere sempre una fase di riscaldamento iniziale e di defaticamento e allungamento finale. Molto importante sarà la gestione di eventuali alterazioni posturali a loro volta causa di alterazioni funzionali.
Anche una corretta alimentazione e idratazione aiutano a prevenire insorgenza della contrattura del polpaccio poiché consentono al muscolo di lavorare sempre con il giusto apporto di nutrienti. Ad oggi non ci sono evidente scientifiche condivise a supporto di una supplementazione vitaminica ed elettrolitica da proporre a tutti, ma, soprattutto nei mesi estivi, potrebbe essere consigliato valutare la propria alimentazione con uno specialista per verificarne la sufficienza. Ricordiamo che, ancora prima di un’integrazione mirata – talvolta necessaria – è sempre l’alimentazione quotidiana da valutare e migliorare.
Durante la stagione estiva e soprattutto invernale, inoltre, anche l’abbigliamento tecnico adeguato può rappresentare un elemento di prevenzione utile: questo consente di fronteggiare le basse e le alte temperature, permettendo una traspirazione ottimale, ma evitando l’irrigidimento muscolare e la sudorazione eccessiva.
Non ultima per importanza per la prevenzione della contrattura del polpaccio è la fase di riposo: sforzo fisico e recupero devono essere sempre bilanciati in modo di non incorrere in un affaticamento.
Contrattura al polpaccio: Rimedi
I rimedi per la contrattura al polpaccio sono sempre e solo di tipo conservativo.
La prima indicazione per la risoluzione della contrattura del polpaccio è il riposo, che comunque non deve essere completo, ma deve sicuramente prevedere una sostanziale diminuzione delle attività che coinvolgono il polpaccio. Questa indicazione può protrarsi fino a 7 giorni e dovrebbe consentire al muscolo il recupero della piena funzionalità.
Nella fase iniziale è utile l’applicazione del ghiaccio, che può essere riproposto anche più volte durante la giornata, magari precedendo degli esercizi di allungamento e contrazione controllata, ma mai per più di dieci minuti e soprattutto mai a contatto diretto con la cute.
Altre due manovre che possono essere impiegate per gestire una contrattura al polpaccio sono la compressione della zona, che potrebbe aiutare a risolvere l’eventuale gonfiore derivato da un’alterata circolazione, e l’elevazione dell’arto.
Se ciò non dovesse bastare e in caso di contratture ricorrenti, è necessaria una valutazione specialistica che comprenda non solo un’analisi fisiatrica, ma anche una valutazione nutrizionale e dello stile di vita.
Altri rimedi
La migliore cura per la contrattura del polpaccio è la fisioterapia: intervenendo con manualità e massaggi drenanti è possibile ridurre l’edema che viene a crearsi attorno alle fibre muscolari, consentendo così al polpaccio di rilassarsi. Tra gli elettromedicali più utilizzati nella risoluzione del problema vi è sicuramente la Tecarterapia, utile per il riassorbimento dell’edema e la risoluzione della contrattura. La sua efficacia risulta maggiormente evidente se abbinata al massaggio del fisioterapista. È molto indicato anche l’impiego di:
- Laser ad alta potenza, per gestire e risolvere l’infiammazione,
- Ultrasuonoterapia, per sfruttare la sua attività micromeccanica favorendo il rilascio delle fibre.
Molto importante è, come abbiamo visto anche sopra, lo stretching: questo consente di distendere il muscolo contratto, ma è necessario avere l’accortezza di non esagerare per evitare di incorrere in ulteriori problematiche. Meglio sarebbe, anzi, effettuarlo sotto la supervisione di un fisioterapista.
Si possono inoltre effettuare esercizi di rinforzo muscolare, ma solo una volta superata la fase acuta, quindi dopo aver gestito con successo l’infiammazione: potrebbe essere utile dedicare particolare attenzione al rinforzo dei muscoli durante la fase di allungamento (quando sviluppano la loro maggiore forza) in esercizi di lavoro muscolare eccentrico. In ogni modo, favorire il riassorbimento dell’edema e distendere le fibre muscolari sarà la priorità per accelerare il recupero funzionale del polpaccio.
In caso il medico lo ritenesse necessario si può ricorrere all’utilizzo di farmaci, solitamente miorilassanti ed antinfiammatori.
AUTORI
Veronica Di Lorenzo
Fisioterapista
Carmelo Polimeni
Fisioterapista
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