Fare sport fa bene alla salute ed è importante praticarlo per il benessere psico-fisico. Tuttavia è opportuno tenere conto dell’influenza e dell’impatto che ha sulla zona del pavimento pelvico, soprattutto se mal gestito.Sarebbe opportuno prendersi cura del proprio pavimento pelvico durante la vita: si deve avere la capacità di controllare e gestire gli stimoli interni ed esterni durante le attività di vita quotidiana. Un particolare occhio di riguardo va dato a tutte quelle situazioni che aumentano la pressione all’interno dell’addome, come un colpo di tosse, un salto, uno starnuto, sollevare un peso, fare le scale oppure correre.L’esercizio fisico rappresenta per eccellenza un momento di modificazione a livello delle pressioni corporee. La persona sportiva, anche ad alti livelli, soffre molto frequentemente di problematiche legate al pavimento pelvico. A volte, il corretto utilizzo dei muscoli del pavimento pelvico, è fondamentale per una buona prestazione fisica.
Lo sport può danneggiare il pavimento pelvico?
Discipline sportive ad alta intensità che richiedono salti o uso di pesi eccessivi, come il sollevamento pesi, atletica, la pallacanestro, la pallavolo, se praticate per professione o troppo frequentemente possono indebolire o compromettere la corretta funzionalità del pavimento pelvico. Esiste una alta incidenza di problematiche nelle donne giovani che praticano questi sport.Numerosi studi epidemiologici hanno messo in evidenza che la pallavolo porta allo sviluppo di disfunzioni del pavimento pelvico. Gli atleti sono continuamente esposti a disfunzioni lievi che con il tempo potrebbero peggiorare. Alcuni di questi, presentano la muscolatura della zona perineale ipertonica: questo può portare rigidità e possibili emorroidi, disturbi della sfera sessuale, cistiti, dolore lombare, costipazione. Tra le problematiche che interessano le atlete di pallavolo troviamo anche una ipotonia dei muscoli del pavimento pelvico causata dalle continue sollecitazioni.Un interessante studio “Performing high-level sport is strongly associated with urinary incontinence in elite athletes: a comparative study of 372 elite female athletes and 372 controls” di A. Carvalhais, in cui 372 atlete e 372 casi controllo di età media di 19 anni e quasi tutte nullipare sono state sottoposte a un breve questionario sull’incontinenza urinaria (I.U.).È risultato che le atlete hanno un tasso 3 volte superiore di incontinenza urinaria rispetto alle non atlete.In generale nella pratica delle diverse discipline sportive, è bene sapere che:- Lo spinning potrebbe provocare fastidi a causa dello sfregamento contro la sella e per la compressione dei nervi pelvici (pudendo);
- Lo sci, potrebbe aumentare la contrazione muscolare pelvica sia a causa del freddo sia per l’esecuzione di stili che richiedono un particolare sforzo dei muscoli addominali;
- La danza classica, quella moderna o la break-dance sono impattanti per il pavimento pelvico;
- Il fitness, la ginnastica svolta in palestra non ha particolari controindicazioni però devono essere prese accortezze per quanto riguarda tutti quegli esercizi per potenziare adduttori, glutei e cosce. Stesso discorso vale per il Pilates;
- Lo yoga, aiuta a prendere coscienza del proprio corpo, a rilassarsi e a concentrarsi sulla propria respirazione. Esistono delle posizioni molto utili nei disturbi del pavimento pelvico, tuttavia il prolungato mantenimento di alcune posizioni potrebbe provocare una contrattura della muscolatura pelvica;
- La camminata è sempre consigliata a patto che non si effettuino falcate troppo lunghe e veloci e che si eviti di uscire con la temperatura troppo fredda o troppo calda;
- La corsa provoca scossoni e sobbalzi improvvisi ed importanti che creano forze che vanno a gravare sul pavimento pelvico;
- L’equitazione, sollecita in modo importante la zona pelvica a causa del continuo contatto con la sella (urti e sfregamento);
- Il crossfit e la pesistica, hanno un alto impatto sulla muscolatura del pavimento pelvico
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È sempre utile una valutazione specifica del perineo che, insieme a un’attenta analisi della postura e uno studio della coordinazione respiratoria, è fondamentale nel consigliare l’attività sportiva migliore per la singola persona, in modo da poter svolgere la propria attività sportiva in sicurezza e con più consapevolezza.Laddove necessario, si intraprenderà un percorso di rieducazione attraverso un trattamento personalizzato con esercizi specifici, al fine di prevenire l’insorgenza di eventuali disturbi o il peggioramento di condizioni già esistenti. Nei casi in cui si ha ipotonia, cioè una debolezza dei muscoli pelvici, si lavorerà sul potenziamento; nei casi in cui si ha ipertonia, quando la muscolatura risulta rigida e tesa, si lavorerà sul rilassamento e sull’elasticità del perineo.Il tutto deve essere associato alla respirazione. La coordinazione respiratoria è un aspetto importantissimo nell’attività fisica quanto nelle attività di vita quotidiana. La persona imparerà a usare la respirazione diaframmatica, che comprende 2 fasi che si susseguono:- l’inspirazione, in cui si ha una discesa del diaframma il quale spinge verso il basso i visceri addominali e l’addome si “gonfia”;
- l’espirazione, durante la quale i muscoli addominali riprendono la loro posizione a riposo e spingono il diaframma verso l’alto consentendo la fuoriuscita dell’aria.
Una volta terminato il percorso, la persona saprà:– COSA FARE (contrarre, rilassare),– QUANDO FARLO (durante lo sforzo, in fase espiratoria, in fase inspiratoria)– PERCHÉ FARLO (per tutelare il pavimento pelvico)La comprensione dei possibili errori e la conoscenza di un allenamento corretto permettono un lavoro adatto a tutte le situazioni.
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SCRIVICI SU WHATSAPP!“Addominali fermiamo il massacro”, B. de Gasquet“Performing high-level sport is strongly associated with urinary incontinence in elite athletes: a comparative study of 372 elite female athletes and 372 controls”, A. Carvalhais“Pelvic floor hypertonic disorders: identification and management” (2009) Ob Stet. Gynecolcistite.infotraininglab-italia.com