ROTTURA DEL MENISCO: SINTOMI, CURE E TEMPI DI RECUPERO
I menischi (menisco mediale e laterale) sono lamine fibrocartilaginee a forma di mezzaluna che ricoprono le superfici articolari della tibia. Il menisco mediale è più largo e di forma pressoché ovale, mentre il menisco laterale ha un aspetto più circolare.
La vascolarizzazione dei menischi mediale e laterale deriva rispettivamente dai rami superiori e inferiori delle arterie mediali e laterali del ginocchio. In base alla rispettiva irrorazione, i menischi vengono comunemente suddivisi in 3 zone di riferimento partendo dalla porzione periferica più vascolarizzata del menisco fino a quella più interna avascolare. Queste zone rivestono un importante ruolo nel processo decisionale terapeutico.
Le rotture del menisco sono comuni nei pazienti con una lesione acuta del ginocchio, specialmente in caso di una torsione traumatica.
La rottura del menisco può essere gestita con un percorso riabilitativo efficace. Affidati a professionisti specializzati!

Esistono diversi tipi di lesioni:
- Lacerazioni longitudinali (che possono evolvere in una lesione a manico di secchio)
- Lacerazioni radiali
- Lacerazioni oblique
- Lacerazioni orizzontali
I sintomi della rottura del menisco spesso si avvertono se la porzione lacerata è mobile e scivola in una posizione anomala tra le superfici articolari. Spesso i pazienti riferiscono dolore in corrispondenza dello spazio articolare e l’impossibilità di estendere o flettere il ginocchio.
Nel caso di una lacerazione a manico di secchio è frequente che la porzione instabile si sposti nell’incisura intercondiloidea e che rimanga intrappolata, provocando il blocco del ginocchio. Il blocco persistente del ginocchio richiede un intervento chirurgico in artroscopia dato che, se trascurato, i tentativi di sostenere il peso muovere il ginocchio possono causare una grave erosione delle cartilagini articolari.
La diagnosi è clinica e strumentale. All’esame obiettivo i principali test sono:
- Il test della dolorabilità della rima articolare
- Il test di McMurray
- Il test di compressione di Apley
La metodica di diagnostica per immagini più sensibile è la risonanza magnetica.
Nelle persone giovani e attive è sempre indicato l’intervento chirurgico con riparazione artroscopica del menisco lacerato. Nei casi in cui non sia possibile preservare il tessuto si esegue una meniscectomia parziale, in quanto la perdita di una grossa porzione di menisco risulta sempre in artrosi precoce.
I programmi di riabilitazione dopo l’artroscopia prevedono il carico immediato e una riabilitazione precoce con esercizi di mobilizzazione attiva e passiva e di potenziamento del quadricipite.
Dopo un'operazione del menisco i tempi di recupero si aggirano intorno alle 2-6 settimane. Il percorso riabilitativo si riduce notevolmente se si ricorre alla chirurgia. È questo uno dei motivi per cui gli sportivi professionisti vengono indirizzati, nella maggioranza dei casi, verso un trattamento di tipo chirurgico. Infatti, tempi di recupero troppo lunghi andrebbero a rendere sempre più complicato il loro ritorno all’attività sportiva. Basti pensare che il paziente a distanza di uno/due giorni dall’intervento, può già camminare supportato dalle stampelle o da apparecchi ortopedici. Dopo l’operazione, è essenziale seguire in modo corretto il percorso riabilitativo e gli esercizi proposti dal fisioterapista. Va specificato che i tempi di recupero post-frattura del menisco variano a seconda del tipo di lesione e dell’andamento del processo riabilitativo.
In conclusione, ai primi sintomi è assolutamente raccomandabile rivolgersi in prima istanza ad un ortopedico che avrà il compito di valutare la situazione.