Il dito a martello
Dito a martello: rimedi e complicanze
Con il termine dito a martello si descrive il segno che deriva dall’avulsione del tendine estensore nella sua inserzione distale sul dorso dell’articolazione interfalangea distale, che appunto determina un deficit dell’estensore all’articolazione stessa. In sostanza, il dito a martello si manifesta in una flessione forzata dell’estremità di un dito, costretto a piegarsi verso l’interno della mano. La naturale estensione ne viene così impedita, andando a provocare sintomi quali dolore e gonfiore, oltre alla tipica flessione verso l’interno. Il dito a martello può presentarsi sia sulla mano che sui piedi e i rimedi sono più o meno gli stessi.

L’avulsione può accadere con o senza strappo di frammenti ossei dal dorso della falange distale e quindi si distinguono il dito a martello d’origine ossea e il dito a martello d’origine tendinea. La caratteristica principale di un dito a martello è una posizione flessa dell’articolazione interfalangea distale e l’impossibilità di estendere la medesima. Per essere più chiari, in caso di dito a martello dello mano, lo stiramento o la rottura del tendine deputato all'estensione della falange distale genera il caratteristico piegamento del dito verso l'interno e l'impossibilità di estenderlo. Nel dito a martello del piede, lo squilibrio muscolare (causato da traumi o legato alla presenza di particolari patologie) va a generare una pressione anomala su tendini e legamenti che conduce alla flessione del dito verso l'interno e a cambiamenti nella naturale posizione delle dita.
Il meccanismo di avulsione consiste tipicamente in una flessione forzata della punta del dito, spesso in seguito all’impatto di una palla lanciata: quindi è molto frequente nella pallavolo, nel basket, nel calcio, nella pallamano e nella pallanuoto. Tra le cause di dito a martello del piede indichiamo, oltre ai traumatismi, anche l'utilizzo di calzature non adatte e patologie di vario tipo. Tra queste queste possono rientrare patologie articolari, metaboliche, circolatorie e neuromuscolari che possono essere sia di tipo congenito sia acquisite.
I principali sintomi di dito a martello, pur potendo variare in base alla gravità della condizione sono principalmente:
- Deformità del dito che acquisisce il tipico atteggiamento curvo
- Dolore durante la camminata o nel muovere il piede
- Difficoltà nel piegare e muovere il dito che può aumentare in caso di mancato trattamento fino ad arrivare al completo irrigidimento
- Formazione di callosità causate dallo sfregamento della calzatura sul dito (dito a martello nel piede)
- Posizione innaturale delle dita che potrebbero accavallarsi
Qualora non si intervenisse sul dito a martello, la condizione potrebbe cronicizzarsi portando alla comparsa di problemi più seri. Ad esempio potrebbero presentarsi delle difficoltà nel mantenere la normale andatura, vista la necessità di assumere posizioni scorrette per evitare il dolore.
Il trattamento può essere sia conservativo che chirurgico. Nel primo caso il trattamento tipico è l’immobilizzazione continua della interfalangea distale in estensione per 6 settimane e la mobilizzazione attiva della metacarpofalangea e della interfalangea prossimale, per evitare che queste articolazioni non interessate vadano anch’esse incontro a irrigidimento.
Nel caso in cui l’immobilizzazione non sia praticabile o abbia fallito è indicato il trattamento chirurgico. La riabilitazione post-operatoria consiste in una serie di esercizi di flessione ed estensione attivi e passivi della interfalangea distale e della interfalangea prossimale.