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Ozonoterapia

L’ozonoterapia è un trattamento medico infiltrativo che utilizza una miscela di ossigeno e ozono per aiutare a ridurre dolore, infiammazione e rigidità articolare o muscolare.

Può essere indicata in presenza di ernia del disco, lombosciatalgia, cervicalgia, artrosi, tendinopatie e dolori articolari, sempre dopo una valutazione medica che definisce sede, tecnica e percorso più adatto.


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ozonoterapia

L’ozonoterapia, chiamata anche ossigeno-ozono terapia, è una procedura medica che utilizza una miscela gassosa composta da ossigeno e ozono a concentrazioni controllate. La miscela viene prodotta al momento del trattamento con generatori medicali dedicati, perché l’ozono è una molecola instabile e non può essere conservato a lungo.

Nel trattamento delle patologie muscolo-scheletriche, l’ossigeno-ozono viene somministrato attraverso infiltrazioni eseguite dal medico in sedi precise, individuate in base alla visita, ai sintomi del paziente e agli eventuali esami diagnostici. La tecnica può variare a seconda del distretto da trattare: colonna vertebrale, articolazioni o tessuti periarticolari richiedono modalità diverse di infiltrazione.

L’ozonoterapia può essere valutata in diverse condizioni dolorose dell’apparato muscolo-scheletrico, soprattutto quando è presente una componente infiammatoria o irritativa locale.

Le principali indicazioni riguardano:

  • ernia del disco e protrusioni discali;
  • lombosciatalgia e cervicobrachialgia;
  • cervicalgia, dorsalgia e lombalgia;
  • artrosi del ginocchio, dell’anca e della colonna;
  • tendinopatie della spalla, del gomito, del ginocchio e del tendine d’Achille;
  • fascite plantare e spina calcaneare;
  • sindrome del piriforme;
  • dolore articolare o periarticolare con componente infiammatoria.

L’indicazione al trattamento viene sempre definita dal medico dopo visita specialistica e valutazione del quadro clinico.

I benefici dell’ozonoterapia dipendono dalla patologia trattata, dalla sede dell’infiltrazione e dalla risposta individuale del paziente. In ambito muscolo-scheletrico, l’ozono può contribuire a modulare la risposta infiammatoria, migliorare l’ossigenazione dei tessuti e ridurre lo stato di irritazione locale che alimenta dolore e rigidità.

Questo può tradursi in una riduzione della sintomatologia dolorosa, in una minore rigidità e in una migliore tolleranza al movimento. Il paziente può quindi trovare più semplice camminare, muovere l’articolazione interessata, svolgere le attività quotidiane o partecipare con maggiore continuità al percorso riabilitativo.

Il beneficio non è sempre immediato né uguale per tutti: in alcuni casi il miglioramento è progressivo e si manifesta nel corso del ciclo di sedute. Per questo il trattamento viene monitorato dal medico e, quando necessario, integrato con fisioterapia, esercizio terapeutico o altre strategie conservative.

La seduta di ozonoterapia è ambulatoriale. Il paziente viene fatto accomodare nella posizione più adatta alla sede dell’infiltrazione. Dopo la disinfezione della cute, il medico somministra la miscela di ossigeno-ozono con aghi sottili, direttamente nell’area stabilita.

La procedura dura in genere pochi minuti. Considerando preparazione, trattamento e breve osservazione successiva, la seduta può richiedere circa 15-20 minuti complessivi.

In alcune sedi profonde o più complesse dal punto di vista anatomico, il medico può valutare l’utilizzo della guida ecografica, utile per raggiungere con maggiore precisione l’area da trattare.

L’ozonoterapia è generalmente ben tollerata, ma deve essere eseguita solo dopo una valutazione medica. Prima del trattamento è importante comunicare eventuali patologie, terapie in corso, allergie, disturbi della coagulazione o assunzione di farmaci anticoagulanti e antiaggreganti.

Il medico valuta con particolare attenzione alcune condizioni, tra cui gravidanza, favismo, epilessia, ipertiroidismo, infezioni in corso, febbre, gravi patologie cardiovascolari e alterazioni della coagulazione.

Dopo l’infiltrazione possono comparire effetti locali e transitori, come fastidio, senso di pressione, lieve bruciore, dolore nella sede trattata o piccolo ematoma. Più raramente può verificarsi una reazione vagale legata alla puntura, con sudorazione, calo di pressione o senso di svenimento.

Al termine della seduta il medico fornisce le indicazioni da seguire nelle ore successive, in particolare sulla ripresa delle attività quotidiane e sull’eventuale necessità di evitare sforzi intensi nella zona trattata.

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