ERNIA DEL DISCO: SINTOMI E CURE DI UNA PATOLOGIA DELLA COLONNA VERTEBRALE MOLTO DIFFUSA

L’ernia del disco fa parte quelle patologie che si sviluppano con il normale processo di invecchiamento. Uno studio del 2015 di Brinjikji et al. dimostra che a partire dai 20 anni un’elevata percentuale della popolazione subisce una degenerazione asintomatica della colonna con protrusioni, ernie, diminuzione degli spazi intervertebrali, degenerazione del tessuto cartilagineo. L’ernia del disco è una delle patologie ortopediche più diffuse: vediamo nel dettaglio i sintomi, la diagnosi e le cure necessarie a risolverla una volta per tutte.

COS’È L’ERNIA DEL DISCO

ernia-del-disco

L’ernia del disco è causata dalla fuoriuscita del materiale gelatinoso che si trova nei dischi interposti tra una vertebra e la sua contigua. La funzione dei dischi vertebrali è quella di permettere un movimento fluido e naturale della spina vertebrale e di proteggere le strutture articolari.

Ovviamente ci sono diversi gradi di erniazione e di conseguenza diverse tipologie di ernie discali:

  • Protrusione: l’anulus fibroso non è compromesso, ma assistiamo a una sua deformazione.
  • Ernia espulsa: si verifica una fuoriuscita di materiale polposo dall’anulus fibroso che invade il canale vertebrale.
  • Ernie migrate: c’è una fuoriuscita di materiale polposo che invade il canale vertebrale provocando una compressione nervosa, dolore e limitazione funzionale.

Le ernie del disco possono interessare tutti i tratti della colonna: cervicale, toracico, lombare e sacrale. Circa il 95% delle ernie discali avviene tra L4-L5 e L5-S. L’incidenza aumenta con gli anni ma si riduce dopo gli 80 anni (Ma, 2013).

Sintomi dell’ernia del disco: come riconoscerli H2

I sintomi dell’ernia del disco sono molto vari e dipendono dall’età del paziente e dalla localizzazione dell’ernia:

  • Dolore di tipo radicolare, che si irradia sulla base del punto di lesione sulla colonna. Comprime la radice nervosa e interessa gli arti superiori nel caso di lesioni cervico-dorsali e gli arti inferiori nel caso di lesioni lombo-sacrali.
  • Formicolio e intorpidimento
  • Deficit di forza
  • Perdita di controllo della muscolatura viscerale.

LA DIAGNOSI DELL’ERNIA DISCALE: TUTTI GLI ESAMI NECESSARI

Per la diagnosi di ernia del disco è sufficiente un’accurata visita medica. Tuttavia, in alcuni casi, può essere necessario ricorrere ad altri esami, come TAC, Risonanza magnetica, radiografia ed elettromiografia.

Per impostare il corretto percorso di cura, sia postchirurgico che conservativo, è utile eseguire un test di valutazione funzionale. Questo è utile a integrazione della diagnosi del medico perché permette di monitorare il percorso riabilitativo del paziente e di accertare il successo terapeutico una volta completato il percorso di cura. Il test di valutazione è fondamentale per stabilire se un’atleta è pronto a tornare all’attività sportiva senza limitazioni.

LE CURE DELL’ERNIA DEL DISCO: TRATTAMENTO CHIRURGICO O CONSERVATIVO?

Trattamento chirurgico: quando serve

Per quanto riguarda le cure dell’ernia del disco sono pochi i casi in cui è indicata la chirurgia. L’intervento in particolare può essere necessario quando:

Trattamento conservativo: elettromedicali, terapie manuali e rieducazione motoria

Il trattamento conservativo dell’ernia del disco prevede una parte di lavoro con il fisioterapista, con una frequenza media di 3 volte a settimana. L’obiettivo principale in questa fase è la risoluzione del dolore che permette al paziente il recupero funzionale necessario alle attività della vita quotidiana.

In generale è indicato l’uso di elettromedicali come tecar, laser e magnetoterapia e terapie manuali come mobilizzazioni articolari assistite e chinesiterapia passiva. Particolare beneficio è dato dalla terapia in acqua (Idrokinesiterapia), che grazie alle proprietà fisiche dell’acqua della piscina riabilitativa, permette al paziente di lavorare con un carico ridotto, grazie all’assenza di gravità, ottenendo maggiore mobilità attraverso la riduzione del dolore.

L’ultima fase del percorso di riabilitazione è la rieducazione motoria e il condizionamento fisico. In questa fase gli obiettivi sono il recupero totale dell’articolarità, il rinforzo della muscolatura del core e degli arti inferiori e la ripresa della gestualità che caratterizza la quotidianità del paziente.

Nel caso in cui il paziente sia un atleta, la fase è caratterizzata dalla ripresa del gesto tecnico sportivo specifico (ad esempio lancio, salto, tiro) e dalla rieducazione alla corsa. In merito alla corsa, lo studio di Belavy et al. dimostra che migliora la morfologia del disco vertebrale in termini di spessore e idratazione.

Giulia Ambrosini
Dottoressa in Scienze Motorie

Patologie schiena

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    L’ernia del disco fa parte quelle patologie che si sviluppano con il normale processo di invecchiamento. Uno studio del 2015 di Brinjikji et al. dimostra che a partire dai 20 anni un’elevata percentuale della popolazione subisce una degenerazione asintomatica della colonna con protrusioni, ernie, diminuzione degli spazi intervertebrali, degenerazione del tessuto cartilagineo. L’ernia del disco è una delle patologie ortopediche più diffuse: vediamo nel dettaglio i sintomi, la diagnosi e le cure necessarie a risolverla una volta per tutte.

    COS’È L’ERNIA DEL DISCO

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    L’ernia del disco è causata dalla fuoriuscita del materiale gelatinoso che si trova nei dischi interposti tra una vertebra e la sua contigua. La funzione dei dischi vertebrali è quella di permettere un movimento fluido e naturale della spina vertebrale e di proteggere le strutture articolari.

    Ovviamente ci sono diversi gradi di erniazione e di conseguenza diverse tipologie di ernie discali:

    • Protrusione: l’anulus fibroso non è compromesso, ma assistiamo a una sua deformazione.
    • Ernia espulsa: si verifica una fuoriuscita di materiale polposo dall’anulus fibroso che invade il canale vertebrale.
    • Ernie migrate: c’è una fuoriuscita di materiale polposo che invade il canale vertebrale provocando una compressione nervosa, dolore e limitazione funzionale.

    Le ernie del disco possono interessare tutti i tratti della colonna: cervicale, toracico, lombare e sacrale. Circa il 95% delle ernie discali avviene tra L4-L5 e L5-S. L’incidenza aumenta con gli anni ma si riduce dopo gli 80 anni (Ma, 2013).

    Sintomi dell’ernia del disco: come riconoscerli H2

    I sintomi dell’ernia del disco sono molto vari e dipendono dall’età del paziente e dalla localizzazione dell’ernia:

    • Dolore di tipo radicolare, che si irradia sulla base del punto di lesione sulla colonna. Comprime la radice nervosa e interessa gli arti superiori nel caso di lesioni cervico-dorsali e gli arti inferiori nel caso di lesioni lombo-sacrali.
    • Formicolio e intorpidimento
    • Deficit di forza
    • Perdita di controllo della muscolatura viscerale.

    LA DIAGNOSI DELL’ERNIA DISCALE: TUTTI GLI ESAMI NECESSARI

    Per la diagnosi di ernia del disco è sufficiente un’accurata visita medica. Tuttavia, in alcuni casi, può essere necessario ricorrere ad altri esami, come TAC, Risonanza magnetica, radiografia ed elettromiografia.

    Per impostare il corretto percorso di cura, sia postchirurgico che conservativo, è utile eseguire un test di valutazione funzionale. Questo è utile a integrazione della diagnosi del medico perché permette di monitorare il percorso riabilitativo del paziente e di accertare il successo terapeutico una volta completato il percorso di cura. Il test di valutazione è fondamentale per stabilire se un’atleta è pronto a tornare all’attività sportiva senza limitazioni.

    LE CURE DELL’ERNIA DEL DISCO: TRATTAMENTO CHIRURGICO O CONSERVATIVO?

    Trattamento chirurgico: quando serve

    Per quanto riguarda le cure dell’ernia del disco sono pochi i casi in cui è indicata la chirurgia. L’intervento in particolare può essere necessario quando:

    Trattamento conservativo: elettromedicali, terapie manuali e rieducazione motoria

    Il trattamento conservativo dell’ernia del disco prevede una parte di lavoro con il fisioterapista, con una frequenza media di 3 volte a settimana. L’obiettivo principale in questa fase è la risoluzione del dolore che permette al paziente il recupero funzionale necessario alle attività della vita quotidiana.

    In generale è indicato l’uso di elettromedicali come tecar, laser e magnetoterapia e terapie manuali come mobilizzazioni articolari assistite e chinesiterapia passiva. Particolare beneficio è dato dalla terapia in acqua (Idrokinesiterapia), che grazie alle proprietà fisiche dell’acqua della piscina riabilitativa, permette al paziente di lavorare con un carico ridotto, grazie all’assenza di gravità, ottenendo maggiore mobilità attraverso la riduzione del dolore.

    L’ultima fase del percorso di riabilitazione è la rieducazione motoria e il condizionamento fisico. In questa fase gli obiettivi sono il recupero totale dell’articolarità, il rinforzo della muscolatura del core e degli arti inferiori e la ripresa della gestualità che caratterizza la quotidianità del paziente.

    Nel caso in cui il paziente sia un atleta, la fase è caratterizzata dalla ripresa del gesto tecnico sportivo specifico (ad esempio lancio, salto, tiro) e dalla rieducazione alla corsa. In merito alla corsa, lo studio di Belavy et al. dimostra che migliora la morfologia del disco vertebrale in termini di spessore e idratazione.

    Giulia Ambrosini
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