Infortuni sugli sci: impara a evitarli!

Consigli per scongiurare le lesioni al legamento crociato anteriore

Con i primi freddi si comincia a pianificare le vacanze invernali e per gli appassionati di sci si avvicina l’immancabile appuntamento con la Settimana bianca. Arrivare prepararti a questo momento significa evitare di incorrere in incidenti spiacevoli che possono portare a infortuni anche molto gravi.

 

La parte del corpo più sollecitata in questo sport è sicuramente il ginocchio, infatti il 40% degli infortuni sugli sci interessa proprio questo distretto. I traumi distorsivi del ginocchio sono gli inconvenienti che più spesso coinvolgono gli sciatori: possono provocare la rottura dei legamenti e, nei casi più gravi, la frattura del ginocchio.

Il legamento interessato più spesso dal trauma distorsivo è il Legamento Crociato Anteriore (LCA): una lesione a tale livello rende il ginocchio instabile e lo espone a un rischio traumatologico maggiore e a un’artrosi precoce.

Come si diagnostica una lesione al Legamento Crociato Anteriore?

L’esame clinico eseguito dal medico, permette di valutare la stabilità mediante dei test specifici (Lachman e Cassetto anteriore). Quest’ultimo test può essere riprodotto da un artrometro (KT 1000) in grado di misurare oggettivamente il grado di resistenza del crociato alla trazione anteriore e di confrontarlo con l’arto controlaterale, per distinguere ad esempio una rottura da una lassità congenita.

La risonanza magnetica infine consente di poter definire il grado di rottura del legamento.

La fase post-trauma e la fase acuta: tutte le cure

Nella lesione isolata del Legamento Crociato Anteriore, la terapia nell’immediato post-trauma prevede il riposo funzionale, crioterapia e ricorso ad analgesici per trattare la sintomatologia dolorosa.

L’utilizzo del tutore in estensione e delle canadesi deve essere limitato ai primi giorni, mentre un protocollo riabilitativo per il recupero completo della mobilità e il trattamento dell’edema deve essere iniziato quanto prima.

Superata la fase acuta segue una nuova rivalutazione clinica per valutare il trattamento chirurgico di ricostruzione mediante trapianto di tendine rotuleo o semitendinoso. I candidati all’intervento chirurgico sono sicuramente i pazienti sotto i 30 anni o che praticano sport o attività che espongano il ginocchio a un rischio elevato di distorsioni.

Il trattamento fisioterapico della lesione al legamento crociato anteriore

Col passare degli anni abbiamo imparato a gestire la lesione del legamento crociato in maniera efficace, sia dal punto di vista conservativo che dopo l’intervento di ricostruzione di questa fondamentale struttura che ha il compito di garantire stabilità al ginocchio.

dottor valerio proietto de vincenzi

Abbiamo importanti armi a disposizione per tornare a svolgere le attività che più ci piacciono, in questo caso lo sci.

Nel caso in cui, previa visita ortopedica e fisiatrica, non fosse necessario l’intervento risulta di primaria importanza mantenere il tono muscolare del quadricipite femorale. A tal fine, oltre a ridurre la sintomatologia attraverso l’utilizzo di specifici macchinari antalgici, come Tecar e Laser Hilt, andremo a fare esercizi mirati a carico e difficoltà crescente.

E in caso di intervento di ricostruzione del legamento?

Per ridurre notevolmente i tempi di ritorno all’attività, che si parli di uno sportivo o no, già dal 2° giorno è possibile ricominciare a deambulare senza l’aiuto delle canadesi. Si potrà iniziare da subito anche la ginnastica passiva tramite l’utilizzo del Kinetec, ripetuto più volte al giorno, associandolo a esercizi isometrici ed elettrostimolazioni.

Dopo la rimozione dei punti possiamo avvalerci anche dell’idrokinesiterapia, utilissima nelle prime battute per velocizzare il recupero, in quanto permette di svolgere fin da subito attività che a secco risulterebbero troppo precoci.

Dopo il primo mese, nel quale saranno aumentati gradualmente i carichi e verrà ricominciata anche una blanda attività aerobica, sarà possibile togliere il tutore, previa visita di controllo, e tornare sia alla guida che al lavoro.

Dopo aver continuato col rinforzo muscolare e aver acquisito la completa articolarità, il passo successivo sarà tornare gradualmente a svolgere le attività sportive e di vita quotidiana, eseguendo lavori aerobici e propriocettivi sempre più intensi propedeutici alla 3° fase, che verrà svolta con l’aiuto di un’ulteriore figura professionale presente nella nostra équipe: il preparatore atletico.

Il ritorno all’attività sportiva dopo una lesione al legamento crociato anteriore

La 3° fase del recupero viene gestita dal laureato in scienze motorie ed è finalizzata al ritorno alla pratica sportiva. Anche qui bisogna differenziare coloro che hanno affrontato un percorso conservativo, e che quindi riprendono ad allenarsi nonostante la rottura del legamento crociato anteriore, e coloro che invece hanno subito l’intervento di ricostruzione.

dottor matteo granalli

La riabilitazione dopo il percorso conservativo

Il paziente conservativo dovrà affrontare un intenso programma di potenziamento muscolare dell’arto con lesione, in particolare degli stabilizzatori anteriori di ginocchio, che può avvenire con esercizi a corpo libero o con l’ausilio di alcuni strumenti innovativi come COMPEX e RSQ1, che combinano insieme l’elettrostimolazione del muscolo e l’esercizio cinetico attivo con conseguente ottimizzazione del reclutamento muscolare.

Gli esercizi propriocettivi a difficoltà crescente, con coinvolgimento di tutte le catene cinetiche, permettono di raggiungere la stabilità articolare sufficiente per poter ritornare agli sport consentiti.

La riabilitazione dopo l’intervento chirurgico

Il paziente che ha subito un intervento chirurgico di ricostruzione del crociato anteriore arriverà alla 3° fase quando avrà raggiunto un’articolarità completa, con lo scopo di incrementare la forza muscolare e la stabilità dinamica del ginocchio e aumentando gradualmente i carichi e la complessità degli stimoli propriocettivi.

Dopo l’intervento il paziente dovrà riadattarsi alla nuova biomeccanica del ginocchio che comporterà anche un diverso atteggiamento posturale nel gesto dinamico. La riabilitazione dovrà quindi interessare tutto il sistema muscoloscheletrico: un buon lavoro sul core addominale, permetterà di avere un maggior controllo sul tronco e sugli arti, aumentandone anche la capacità di esprimere forza.

Per prevenire eventuali infortuni consigliamo di arrivare a questo appuntamento annuale con l’adeguata preparazione fisica: almeno 3 mesi prima si consiglia di iniziare un programma di allenamento aerobico ed anaerobico alternato che includa potenziamento muscolare, esercizi pliometrici e stabilizzazione del core addominale.

L’importanza della prima colazione durante la preparazione alla settimana bianca

Perché la salute dello sciatore passa anche da una corretta alimentazione!

dottoressa mila bonomi

Durante il periodo di potenziamento sportivo coincidente con la preparazione presciistica è bene non privarsi di un’alimentazione equilibrata per qualità e quantità, sempre in funzione delle caratteristiche individuali (altezza, peso, età e sesso) che definiscono il profilo metabolico dell’atleta che si approccia alla disciplina invernale.

È buona norma infatti organizzare la giornata alimentare sulla gestione ottimale della cadenza con cui si distribuiscono i pasti nelle 24 ore. E chi ben comincia con una prima colazione equilibrata è già a metà dell’opera!

La colazione ideale si basa su ingredienti ideali

Scegliamo con attenzione gli ingredienti per la nostra prima colazione, consultando le etichetti nutrizionali e ricorrendo a prodotti con un minor contenuto di sale (in ottica preventiva per disturbi di pressione arteriosa), colesterolo (scegliendo latte e derivati a basso tenore di grassi) e zuccheri aggiunti (per prevenire il diabete è bene rinunciare anche all’uso di dolcificanti).

Una colazione equilibrata dovrebbe apportare dal 15% al 25% delle calorie complessive dell’intera giornata ed essere costituita da carboidrati, lipidi e proteine. Nello sportivo, poi, è essenziale per garantire una buona performance, anche se l’esercizio fisico è praticato nel pomeriggio.

Una colazione sana ed equilibrata:

  1. Incrementa la qualità nutrizionale della dieta grazie al suo apporto di fibra, proteine e micronutrienti.
  2. Contribuisce al senso di sazietà prevenendo la voglia di altri spuntini.
  3. Concorre a mantenere il peso ideale principalmente in fasce di età “a rischio” come bambini e adolescenti, ma anche donne in stato di gravidanza o nutrici e anziani.
  4. Riduce il rischio di sviluppare patologie cardiovascolari e diabete regolarizzando glicemia e ormoni dello stress, come il cortisolo.
  5. Migliora il rendimento cognitivo e sportivo favorendo logica, concentrazione, creatività, memoria visiva e prestazione atletica, altrimenti penalizzate dal lungo digiuno notturno.
5 buoni motivi per dedicare tempo e cura alla prima colazione

Una colazione sana ed equilibrata:

  1. Incrementa la qualità nutrizionale della dieta grazie al suo apporto di fibra, proteine e micronutrienti.
  2. Contribuisce al senso di sazietà prevenendo la voglia di altri spuntini.
  3. Concorre a mantenere il peso ideale principalmente in fasce di età “a rischio” come bambini e adolescenti, ma anche donne in stato di gravidanza o nutrici e anziani.
  4. Riduce il rischio di sviluppare patologie cardiovascolari e diabete regolarizzando glicemia e ormoni dello stress, come il cortisolo.
  5. Migliora il rendimento cognitivo e sportivo favorendo logica, concentrazione, creatività, memoria visiva e prestazione atletica, altrimenti penalizzate dal lungo digiuno notturno.

4 idee per una prima colazione ideale nella fase presciistica

All’italiana

Si compone di latte o yogurt, frutta fresca o marmellata/confettura/composta e un prodotto da forno come ciambellone o crostata in alternativa al pane (meglio se integrale o semi-integrale), biscotti o fette biscottate.

Questa colazione apporta circa 500 Calorie e può non essere seguita da uno spuntino nel corso della mattinata, che rimane comunque raccomandabile (una porzione di frutta oppure un bicchiere di spremuta di arancia faranno al caso nostro).

Energetica

Con della frutta secca in associazione a latte o yogurt magri, buone fonti di calcio e magnesio, si può studiare una colazione completata da fiocchi di avena ed una porzione di frutta fresca possibilmente di stagione (che corrisponde a un frutto grande, due piccoli o una manciata di frutti rossi).

È ideale per chi pratica sport nella prima parte della giornata ed è bene farla seguire da uno spuntino leggero a base di frutta; chi sta fuori casa molte ore può altrimenti ricorrere a un pacchetto di cracker.

Con più fibra

Prevede non solo muesli ma anche latte fresco, che, per chi risulta intollerante al lattosio, può essere sostituito da appositi prodotti delattosati; accompagniamo il tutto con una porzione di frutta fresca e una spolverata di cacao amaro: grazie a questa piccola aggiunta è possibile arrivare al 15% del fabbisogno calorico giornaliero e completare il pasto con antiossidanti, magnesio e sali minerali.

Lo spuntino di metà mattina potrà essere più sostanzioso, come un panino piccolo (meglio se integrale) con latticino fresco tipo ricotta e verdura di stagione, particolarmente se abbiamo fatto seguire al pasto mattutino un allenamento intenso.

Salata

Più abbondante della precedente, apporta fino al 20% del fabbisogno calorico per un ipotetico dispendio di 2000 Kcal al giorno; la colazione salata può essere composta da una porzione di latte, meglio se scremato, un panino riempito da una fonte proteica come affettato, salmone affumicato o un uovo strapazzato, se possibile assieme a verdura e/o frutta fresca di stagione o spremuta.

Attenzione a non ricorrervi quotidianamente: è bene moderare la quantità di formaggi, salumi e carni trasformate in generale da assumere nell’arco della nostra settimana alimentare per evitare di eccedere con sale, acidi grassi non ottimali per la nostra salute e il colesterolo.

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Le combinazioni per comporre una prima colazione che sia non solo buona, ma anche sana sono molteplici: vieni a scoprire quella che fa per te durante il periodo di preparazione atletica che tenga conto delle tue comorbidità ma con un occhio di riguardo al gusto. La prima visita nutrizionale presso i centri Top Physio Clinics è gratuita e ti aiuterà a sviluppare la giornata alimentare sull’obiettivo di performance che desideri!

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Bibliografia

Documento SINU-SISA sulla prima colazione consultabile al link: https://sinu.it/wp-content/uploads/2019/06/DOCUMENTO-Prima-Colazione-ISBN-agg.pdf.